“Quanto accaduto in Senato è una violenza inaudita contro le donne”. Così Merilia Ciconte commenta la decisione della presidente della Commissione Giustizia, Giulia Buongiorno, di riformulare il testo del Ddl sulla violenza di genere, approvato a novembre all’unanimità.
Secondo la scrittrice, la modifica che trasforma il concetto di “consenso” in “dissenso” rappresenta una grave regressione giuridica e culturale, cancellando anni di battaglie e conquiste. “Si riporta la violenza sessuale in quell’area di sospetto verso chi la subisce e ha il coraggio di denunciare – spiega Ciconte – Se non hai urlato abbastanza, se non hai reagito e difeso abbastanza, non c’è violenza. La parola delle donne non vale nulla”.
Ciconte critica anche la posizione della stessa Buongiorno, definendola ancor più grave perché a suo avviso, una donna che in passato si era proclamata “paladina” dei diritti femminili, oggi difenderebbe gli aggressori. “Le leggi dovrebbero proteggere i più deboli, non fornire scappatoie e alibi ai violenti. Vergogna!”, conclude.
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