di Carmensita Furlano *
Da qualche tempo nel mondo si celebra la Giornata mondiale della scrittura a mano e in corsivo, istituita nel 1977 negli Stati Uniti dalla Writing Instrument Manufacturers Association (WIMA) per contrastare il declino della scrittura manuale. Numerosi studi hanno dimostrato che scrivere a mano attiva diverse aree del cervello, migliora memoria, concentrazione e creatività e sostiene lo sviluppo delle abilità motorie, soprattutto nei bambini, rispetto alla scrittura digitale. La scrittura manuale è inoltre un’espressione unica della persona, più autentica e connessa alla personalità, rafforzando anche le relazioni interpersonali.
In Italia, nel 2023, è stata presentata una proposta di legge (AC 758) per istituire la Giornata nazionale della scrittura a mano e della calligrafia. Il progetto mira a valorizzare la scrittura manuale per il suo ruolo nella conservazione della lingua e della cultura italiana, nella promozione delle capacità cognitive e creative e nella lotta contro l’analfabetismo.
Il valore della scrittura manuale risiede anche nella connessione tra mente, corpo e movimento. Come evidenziato da studi del XX secolo, la persona apprende e si esprime attraverso il corpo e il movimento. La scrittura è un gesto nello spazio e nel tempo: un movimento che parte dalla mente, passa per il cuore e arriva alla mano. In particolare, il corsivo, con le lettere collegate tra loro e la scrittura continua, è preferibile allo stampatello per la fluidità e la velocità, costituendo uno strumento fondamentale per lo sviluppo cognitivo e motorio dei bambini.
Spesso si confonde corsivo e calligrafia: il corsivo indica uno stile di scrittura veloce e fluido, mentre la calligrafia è l’arte della scrittura decorativa e armoniosa, legata all’estetica della lettera. Il termine “grafia”, invece, indica l’atto grafico, cioè il movimento scrittorio che genera la forma delle lettere.
Chi studia scientificamente questi aspetti è il grafologo, esperto del gesto grafico e della grafia, che analizza sia l’aspetto tecnico-motorio della scrittura sia il suo significato simbolico. Il grafologo osserva il movimento della mano, lo spazio sul foglio, la pressione e il tratto, mettendo in luce le peculiarità di ogni individuo e il suo rapporto con eventuali disturbi dell’apprendimento. La scrittura, infatti, comprende lettere, numeri, disegni e scarabocchi: ogni segno tracciato dalla mano è un “precipitato esistenziale materializzato” della mente e del cuore.
Non esiste “bella” o “brutta” calligrafia: ogni scrittura è unica, riflette l’interezza della persona e rappresenta un vero e proprio capolavoro individuale nella storia dell’umanità.
* Grafologa (riceviamo e pubblichiamo)
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