Costituire una Fondazione di Partecipazione come primo soggetto promotore del futuro Polo Universitario del Vibonese. È questa la proposta avanzata dal professor Giulio Nardo, che invita istituzioni, mondo produttivo e società civile a valutare un percorso condiviso e strutturato per rendere concreto il progetto universitario sul territorio.
Secondo Nardo, la fondazione rappresenterebbe uno strumento giuridico e organizzativo flessibile ma solido, capace di creare una struttura stabile e autorevole. Un ente in grado di raccogliere adesioni e risorse da Comuni, Provincia, Regione, fondazioni bancarie, imprese e cittadini, ma anche di costruire una governance pubblico-privata partecipata, con un comitato scientifico e un consiglio direttivo misto.
“La fondazione – spiega il docente – consentirebbe di presentarsi come interlocutore credibile nei confronti degli atenei, a partire dall’Università della Calabria, e degli enti regionali e ministeriali, oltre a candidarsi a bandi pubblici, fondi PNRR e risorse europee per l’avvio del polo”.
Alla base della proposta vi è l’idea di costruire dal basso un soggetto aggregante, capace di elaborare uno studio di fattibilità, una roadmap triennale e una rete territoriale di supporto. Un passaggio ritenuto essenziale per dare al progetto una forma giuridica, un’identità riconoscibile e una voce unitaria.
Nardo richiama anche esperienze virtuose già avviate in città non universitarie, dove fondazioni partecipate da enti pubblici, imprese, banche e università hanno permesso la nascita di poli universitari decentrati, orientati a contrastare l’esodo giovanile e a valorizzare le vocazioni locali. Tra gli ambiti formativi ipotizzati per il Vibonese figurano Scienze del turismo, Beni culturali, Discipline artistiche e musicali, Scienze agrarie, Biologia marina, Ambiente e ingegneria del territorio, in coerenza con le risorse del territorio.
Il professore sottolinea la necessità di procedere per gradi, senza l’ambizione immediata di creare un’università autonoma, ma puntando a una funzione territoriale attiva, capace di incidere sullo sviluppo sociale, culturale ed economico dell’area.
Accanto alla fondazione, viene proposta anche una campagna di crowdfunding civico, non solo per raccogliere risorse, ma per coinvolgere direttamente la cittadinanza e dimostrare alle istituzioni l’esistenza di una base sociale pronta a sostenere il progetto. Tra gli obiettivi possibili: la costituzione legale della fondazione, il finanziamento dello studio di fattibilità, l’organizzazione di un evento pubblico di lancio o la realizzazione di una summer school simbolica come prima esperienza formativa.
Il percorso delineato si articola in quattro fasi: la costituzione di un comitato promotore con personalità di rilievo locale; la redazione dello statuto e di un “Manifesto per l’Università a Vibo”; un evento pubblico di presentazione previsto in autunno; infine, l’elaborazione di un piano triennale con proposta formativa, sedi, risorse e convenzioni universitarie.
Un progetto che, nelle intenzioni del professor Nardo, punta a coniugare realismo e ambizione, mettendo a sistema le energie civili, istituzionali ed economiche del Vibonese per costruire una nuova opportunità di crescita e futuro per il territorio.
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