Il settore immobiliare
Se tra il 2023 ed il 2024 il mercato dell’immobiliare aveva subito un rallentamento, durante l’anno appena trascorso sembra essersi avviato verso un nuovo periodo di stabilità.
Infatti, il 2025 è stato caratterizzato da una sostanziale ripartenza dell’aumento delle compravendite, merito anche della riduzione dei tassi da parte della BCE.
Allo stesso tempo, gli acquirenti hanno mostrato sempre più maggiore interesse verso quartieri in fase di rigenerazione urbana, nonché verso immobili che presentano caratteristiche di maggiore efficienza e una migliore qualità abitativa.
I tassi d’interesse nel 2026
Uno dei fattori che incide maggiormente sulla compravendita delle case, è sicuramente l’andamento dei tassi d’interesse.
Per cui per valutare come possa evolvere il mercato immobiliare nell’anno appena iniziato, bisognerà tenere sotto controllo l’evoluzione dei tassi della Banca Centrale Europea.
In particolare secondo le attuali previsioni, i tassi dovrebbero mantenersi stabili, se non addirittura essere in leggero calo, favorendo di fatto la sottoscrizione di mutui più sostenibili per gli acquirenti.
Se le aspettative verranno rispettate, è facile prevedere una crescita del mercato immobiliare per il 2026.
L’andamento dei prezzi di vendita
Accanto all’andamento dei tassi d’interesse, è opportuno poi monitorare costantemente l’evoluzione dei prezzi di vendita degli immobili.
Infatti, secondo le stime effettuate da Immobiliare.it Insights, il prossimo anno vedrà un aumento dei prezzi sia per quanto riguarda le compravendite che per quanto riguarda le locazioni.
Soffermandoci solo sui trasferimenti di proprietà a titolo definitivo, nel corso dell’anno appena terminato si è verificato un aumento di circa il 3% del costo medio per l’acquisto di un immobile a livello nazionale.
E secondo le stime previste per l’anno appena iniziato, questo trend dovrebbe continuare con un andamento più o meno simile, con i grandi centri urbani come Roma e Milano a fare come sempre da traino, con alcune differenze.
In particolare mentre per il capoluogo meneghino la domanda riguarderà per lo più immobili centrali e semicentrali, con un interesse da parte anche di investitori internazionali, a Roma è in aumento la richiesta di immobili nei quartieri centrali in fase di riqualificazione e immobili di pregio.
L’andamento degli affitti
Anche il settore delle locazioni, continua a registrare un sostanziale incremento dei prezzi, ancor più rapido rispetto alle compravendite.
In particolare, nel 2025 a livello nazionale si è registrato un aumento medio di circa il 5%. Anche in questo caso, un trend destinato a continuare a causa di un notevole gap tra la crescente domanda e la riduzione degli immobili disponibili per affitti di lungo periodo.
Tale squilibrio risulta molto evidente nelle grandi aree metropolitane e nelle città universitarie, in cui gli immobili vengono sempre più spesso adibiti all’accoglienza di turisti per soggiorni di brevi periodi.
A partire da questo contesto gli analisti prevedono un rialzo medio dei canoni d’affitto di circa l’8% per il 2026.
Previsioni dei prezzi nei quartieri di Milano
Con uno sguardo più approfondito al comune di Milano è possibile notare come il prezzo medio delle case al metro quadro si aggiri intorno ai 5500€, ma con delle sostanziali differenze.
Mentre nelle zone centrali infatti, i prezzi di vendita oscillano tra i 9000 e gli 11000 euro al metro quadro e nelle zone periferiche, come Baggio o Ponte Lambro, i prezzi di vendita scendono fino a poco più di 3000 euro al metro quadro.
Simile discrepanza di prezzi si verifica anche per quanto riguarda i valori degli affitti, dove il prezzo di una locazione nella zona del Centro si attesta sui 31 euro al mese per metro quadro. Mentre sempre nelle zone di Baggio, Olmi il valore di un affitto è di circa 16 euro al metro quadro.
Si potrebbe verificare una bolla immobiliare?
Questa situazione di eccessiva domanda rispetto all’offerta, e della crescita costante dei prezzi, potrebbe condurre al legittimo dubbio di una possibile esplosione di una bolla immobiliare nel prossimo futuro.
In realtà, anche in base alle analisi condotte da Nomisma e Banca d’Italia, il mercato sembra essere sostenuto da una domanda reale, legata ad effettive esigenze abitative e non da fenomeni speculativi.
Pertanto tale ipotesi sembra da escludersi.
A riprova di ciò, vi è anche il fatto, che almeno per il momento non si sono verificate improvvise impennate, ma una crescita lenta e costante dei prezzi delle abitazioni.
Ciò in ogni caso non elimina del tutto i possibili rischi. Ecco perché resta comunque la necessità di vigilare e monitorare costantemente tutti quei fattori che incidono sulla compravendita degli immobili, quali l’evoluzione dei tassi di interesse, l’andamento dell’inflazione, nonché quello dell’economia.
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