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Ritorna l’arte del presepe e degli alberi di Natale tra i vicoli del borgo di Motta Filocastro

 I presepi e gli alberi di Natale accendono la V edizione del concorso “Allestimundi” grazie all’impegno dell’associazione culturale “Il Tocco” in collaborazione con la parrocchia. Sabato 13 dicembre c’è stata l’inaugurazione della mostra con spettacoli e concerti.  La cerimonia di premiazione giorno dell’Epifania.

 

Il Natale e le feste natalizie non sono tali se non venissero scanditi dalla tradizione che si rinnova. Come accade nel borgo di Motta Filocastro da 5 anni, da quando l’associazione culturale “Il Tocco” in collaborazione con la Parrocchia (retta da don Michele Arena) organizzano il concorso “Allistimundi”. Sabato 13 dicembre c’è stata l’inaugurazione con una serie di spettacoli come il concerto Gospel (Joyful Voices di Vibo Val.), Suoni di Calabria (un viaggio itinerante tra le radici calabresi con Zampogne, pipite e tamburelli), Il bosco incantato (una scenografia da fiaba tra alberi, pupazzi e renne con Babbo Natale). Si è ricreata così l’atmosfera di magia nei suggestivi vicoli del borgo, con l’esposizione di varie opere, realizzate da cittadini, scuole e associazioni. Non è mancata anche la presenza del Trampoliere Farfalla che, con scenografiche acrobazie, ha accompagnato i visitatori lungo il percorso. A dare un originale tocco la tradizione delle antiche novene natalizie, eseguite da Totò Codispoti, Domenico Barilaro, Daniele Inzillo e Salvatore Vetrò di Sorianello; Pasquale Lorenzo di Parghelia e Salvatore Cirimelli di Limbadi; Domenico Morello e Filippo Stilo di Palizzi.

La mostra dei presepi e degli alberi che si dipana nei vicoli, rimarrà aperta fino al 6 gennaio. La cerimonia di premiazione si terrà lo stesso giorno, subito dopo la Santa Messa delle ore 17:00.

L’iniziativa del concorso “Allestimundi! Presepi e Alberi di Natale a Motta Filocastro – 2025” ha la finalità di abbellire il paese attraverso la partecipazione attiva dei cittadini, degli operatori commerciali, delle associazioni, delle scuole e di qualunque altro soggetto interessato ad adornare gli spazi pubblici e privati, così da integrare e potenziare le attività istituzionali svolte dall’Amministrazione Comunale, al fine di creare e regalare a Motta Filocastro una diffusa atmosfera di festa natalizia, magica e accogliente. Inoltre, con il concorso l’associazione Culturale “Il Tocco” vuole ispirare l’amore e il rispetto per il proprio territorio, oltre che attribuire un riconoscimento pubblico per gratificare i partecipanti con il loro impegno, che si distinguano nella realizzazione di addobbi volti a rendere più attraente il borgo.

Le opere saranno giudicate da una apposita commissione. A presiederla

don Piero Furci (Vicario Generale – Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea); gli altri membri della giuria sono Anna Murmura (Presidente Archeoclub Vibo Valentia); Domenica Galluso (Vicedirettore dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria); Flora Giancotti (Capo Gruppo FAI Giovani Vibo Valentia); Gregorio Procopio (Artista).

Una tradizione che unisce famiglie e comunità, ma lega anche la religione pagana a quella cristiana

Presepe e albero sono simboli della tradizione e della ritualità natalizie che unisce le famiglie e le comunità, un ponte tra terra e cielo. In particolare gli alberi addobbati con le luci e i doni rappresentano sincreticamente, la rinascita, la vita, la speranza, con le luci e i doni. È una tradizione pagana dell’antica Roma, che attraverso i “Saturnali”, si festeggiava il solstizio d’inverno.

Il presepe, è bene rammentarlo, è stato creato per la prima volta nel 1223 a Greccio da San Francesco d’Assisi, di ritorno dal viaggio in Palestina (nel 2026 ricorrono gli Ottocento anni dalla morte del Santo della Povertà, 1226). Nell’attuale modello dominato dal profitto spietato, le comunità rischiano di smarrire il vero significato del Natale.

L’auspicio è che si ritrovi l’autentico messaggio evangelico, ispirato all’umiltà e alla fraternità: al contrario si vive in una dimensione in cui si esalta il consumismo sfrenato, la violenza, il materialismo, l’indifferenza verso la sorte altrui, come accade in Palestina e in altri territori, dove Gesù ha compiuto la sua predicazione.

 

 

Nicola Rombolà

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