Secondo Giuseppe Ingoglia, noto doppiatore italiano, il quoziente intellettivo medio della popolazione mondiale è in diminuzione, e tra le principali cause c’è l’impoverimento del linguaggio. “Diversi studi dimostrano una correlazione diretta tra la diminuzione della conoscenza lessicale e la capacità di elaborare e formulare un pensiero complesso”, afferma Ingoglia.
Il doppiatore sottolinea come la graduale scomparsa di forme grammaticali tradizionali – congiuntivo, imperfetto, forme composte del futuro e participio passato – porti a un pensiero quasi esclusivamente legato al presente, limitato e incapace di proiettarsi nel tempo. “Meno parole e meno verbi coniugati significano meno possibilità di esprimere emozioni e di costruire un pensiero articolato”, spiega.
Ingoglia evidenzia inoltre che fattori come una cattiva articolazione, respirazione scorretta, postura inadeguata, dizione scarsa e gestione emotiva inefficace contribuiscono a peggiorare ulteriormente la capacità comunicativa e cognitiva.
Una riflessione, secondo il doppiatore, che invita a prestare maggiore attenzione all’educazione linguistica e alla cura della parola come strumento essenziale per il pensiero e la vita sociale.
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