Providence (Rhode Island) – Ennesima tragedia armata in un campus universitario degli Stati Uniti. Una sparatoria si è verificata alla Brown University di Providence, prestigioso ateneo della Ivy League, causando la morte di due studenti e il ferimento di almeno altre otto persone, alcune delle quali in condizioni critiche. Il campus è stato immediatamente posto in lockdown, mentre il presunto autore dell’attacco risulta tuttora in fuga.
L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di sabato nei pressi dell’edificio Barus & Holley, una struttura di sette piani che ospita la Facoltà di Ingegneria e il Dipartimento di Fisica. L’edificio comprende oltre cento laboratori, numerosi uffici e aule ed era particolarmente affollato: sabato, infatti, coincideva con il secondo giorno degli esami finali del semestre autunnale, a ridosso della pausa per le festività.
Secondo quanto riferito dalle autorità locali, il bilancio ufficiale parla di due vittime, entrambe studenti dell’ateneo, e di otto feriti. Alcuni media statunitensi hanno tuttavia riportato un numero più elevato di persone colpite, fino a una ventina. Il sospetto attentatore sarebbe un uomo vestito di nero, ma la sua identità non è ancora stata accertata. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza del campus e delle aree circostanti per risalire al responsabile.
I primi colpi di arma da fuoco hanno generato il panico tra studenti e personale universitario. L’amministrazione della Brown University ha diramato immediatamente un’allerta di emergenza, invitando tutti a chiudersi nei locali, bloccare le porte, silenziare i telefoni e rimanere nascosti fino a nuove comunicazioni ufficiali. In un primo momento era stato annunciato l’arresto di un sospetto, informazione poi smentita: la persona fermata era estranea ai fatti.
La notizia, diffusa inizialmente in modo confuso, ha avuto ripercussioni anche a livello politico. Donald Trump, attraverso il social Truth, aveva annunciato l’arresto dell’attentatore, salvo poi correggere il messaggio. Dal presidente sono arrivate parole di cordoglio e l’invito alla preghiera, ma nessun riferimento diretto al tema della diffusione delle armi da fuoco negli Stati Uniti.
Nel frattempo, all’interno del campus, studenti e docenti sono rimasti a lungo barricati negli edifici, cercando di rassicurare familiari e amici e raccontando ai network statunitensi momenti di paura, caos e dolore. Le autorità hanno invitato non solo chi si trova all’interno dell’università, ma anche i residenti delle zone limitrofe, a rimanere in casa e a prestare la massima prudenza, temendo che il sospetto possa essere ancora armato.
L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza nei campus americani e sulla piaga delle sparatorie di massa, a pochi mesi di distanza da un altro grave fatto di sangue avvenuto alla Utah Valley University. Una scia di violenza che continua a colpire luoghi simbolo della formazione e della vita accademica negli Stati Uniti.
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