La discussione sulla Legge di Bilancio 2026 entra in una fase decisiva e gli emendamenti segnalati aprono scenari che promettono di rivoluzionare la pace fiscale. La rottamazione quinquies, già punto cardine della Manovra, si prepara infatti ad allargare il proprio perimetro, ridurre gli interessi e riscrivere le regole della decadenza, con effetti potenzialmente enormi per milioni di contribuenti.
Tra le novità più clamorose c’è l’apertura verso chi è decaduto dalla rottamazione quater. La versione attuale dell’articolo 23 esclude dalla definizione agevolata i debiti da accertamento, ma l’emendamento firmato dal capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, chiede di introdurre un’eccezione. Se la proposta passerà, tutti i decaduti dalla quater – sia nella sua forma originaria sia tra i riammessi con il recente DL 202/2024 – potranno accedere alla quinquies anche in presenza di debiti derivanti da accertamento. Sarebbe un’estensione senza precedenti, destinata a rimettere in gioco migliaia di posizioni considerate ormai compromesse.
Un altro fronte caldo riguarda gli interessi applicati a chi dilaziona il pagamento. Il DdL prevede un tasso aggiuntivo del 4 per cento, ben più alto rispetto alle precedenti rottamazioni. La Lega punta a tagliare la cifra a metà, fissandola al 2 per cento e rendendo più sostenibile l’adesione ai piani a lungo termine. Una misura che, se approvata, trasformerebbe la quinquies nella definizione agevolata più “morbida” degli ultimi anni.
Il tema della decadenza è però quello che sta agitando maggiormente il dibattito politico. Oggi, nella quinquies, basta saltare l’unica rata, due rate anche non consecutive o l’ultima rata per perdere tutti i benefici. L’emendamento propone di cancellare proprio il mancato versamento dell’ultima rata come causa automatica di decadenza, introducendo un sistema di allerta: due solleciti, poi – solo in caso di ulteriore inadempienza – il recupero della parte residua con procedure ordinarie. Un cambio di approccio radicale, orientato a evitare che piccoli ritardi compromettano l’intero percorso di regolarizzazione.
Non solo. Le modifiche toccano anche chi sta rispettando i pagamenti della rottamazione quater ma non potrà accedere alla nuova pace fiscale. Per attenuare la rigidità delle regole, si propone di alzare da una a due le rate non versate che comportano la decadenza. Un gesto interpretato come un “segnale di equità” per chi è rimasto diligente e oggi rischia di sentirsi penalizzato rispetto ai nuovi benefici concessi ai decaduti.
La Commissione Bilancio del Senato valuterà nelle prossime ore questa serie di correzioni che, sommate, disegnano una rottamazione quinquies più ampia, più flessibile e meno onerosa. Un pacchetto che potrebbe cambiare gli equilibri dell’intera Manovra e diventare il vero nodo politico della trattativa interna alla maggioranza.
Il presidente del Nicaragua Daniel Ortega annuncia una svolta senza precedenti per il futuro politico…
Dalla SS106, Alta Velocità fino al collegamento ferroviario della ionica. CROTONE – «La Calabria sta vivendo…
Il Gruppo Quotidiano La Prima Pagina sosterrà come media partner la seconda edizione del Premio…
di Segreteria Nazionale Unione Sindacale Marina (USIM) * La Segreteria Nazionale dell'Unione Sindacale Marina (USIM)…
Gli organi di governo dell'Università degli Studi di Perugia hanno nominato l'avvocata Andrea Catizone nuova…
C’è il racconto di una vita, ma anche il legame profondo con una terra ricca…