In una nuova e controversa intervista rilasciata a Fox News, Donald Trump è tornato a commentare la guerra in Ucraina, usando toni durissimi sia sulla situazione sul campo sia sul futuro del conflitto. Il presidente degli Stati Uniti, che continua a sostenere che avrebbe potuto fermare la guerra “in un solo giorno”, ha affermato che Kiev “sta perdendo territori” e che il Donbass, anche nell’ipotesi di un piano di pace, sarebbe destinato a finire sotto controllo russo “in breve tempo”.
Trump ha rilanciato numeri e previsioni drammatiche, definendo la guerra “fuori controllo” e parlando di un vero e proprio “bagno di sangue”. Secondo il presidente, “i due Paesi insieme hanno perso 25.000 persone il mese scorso”, una cifra che, se confermata, rappresenterebbe uno dei bilanci più pesanti da quando il conflitto è iniziato nel febbraio 2022 e che restituisce l’immagine di una guerra sempre più logorante.
Nell’intervista, Trump ha insistito sul fatto che l’escalation attuale dimostrerebbe quanto fosse necessario chiudere il conflitto fin dal primo giorno. “Siamo al quarto anno di guerra, una guerra che sarebbe dovuta durare un giorno”, ha dichiarato, ribadendo la propria visione secondo cui una sua eventuale guida avrebbe evitato la spirale di violenze che ancora oggi scuote l’Europa orientale.
Le affermazioni del presidente – giudicate da molti osservatori come una pressione indiretta su Kiev affinché accetti concessioni territoriali pur di arrivare a un accordo – si inseriscono in un dibattito sempre più acceso sulle prospettive di pace e sul reale equilibrio delle forze sul campo. Mentre il fronte ucraino continua a resistere e chiede più aiuti agli alleati occidentali, Trump insiste sulla necessità di un compromesso rapido, anche a costo di sacrifici territoriali.
Le parole rilasciate a Fox News sono destinate a far discutere sia negli Stati Uniti, dove la politica estera resta un tema sensibile in vista delle prossime elezioni, sia in Europa, preoccupata per le ricadute geopolitiche di un eventuale indebolimento del sostegno occidentale all’Ucraina.
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