Lombardia

Milano. Piero Muscari racconta sé stesso: “Volevo solo giocare a figurine”, il suo primo libro personale, è ora in libreria

È ufficialmente uscito “Volevo solo giocare a figurine”, il nuovo libro di Piero Muscari, giornalista, autore e storyteller tra i più apprezzati nel panorama italiano. Pubblicato da Rubbettino Editore, il volume – fresco di stampa – rappresenta un momento speciale nella carriera dell’editore. Infatti per la prima volta, dopo decenni trascorsi a raccontare le storie degli altri, Piero Muscari sceglie di raccontare sé stesso.

«Questa volta ho raccontato la mia storia», afferma l’autore, che in oltre 40 anni di attività ha dato voce a imprenditori, istituzioni e protagonisti della cultura e dell’impresa. In queste pagine, invece, si mette in gioco con una sincerità disarmante, offrendo un racconto di formazione che mescola memoria personale, introspezione e riflessioni universali sul senso del vivere e del comunicare.

“Volevo solo giocare a figurine” è un viaggio nel tempo e dentro l’anima. Rievoca la scoperta della corsa e della scrittura come strumenti di libertà e crescita, la forza delle parole, la fatica e la bellezza di inseguire i propri sogni. Il titolo, semplice e poetico, diventa simbolo di un ritorno alla purezza del gioco e dell’entusiasmo originario, quell’energia autentica che spesso la vita adulta tende a soffocare.

La vita non la giochi in difesa. Il libro, composto da oltre 450 pagine, è già stampato e distribuito nelle principali librerie e piattaforme editoriali. Nelle prossime settimane prenderà il via un tour nazionale di presentazione, durante il quale l’autore incontrerà il pubblico in un dialogo diretto sul valore delle storie, sul potere delle parole e sulla necessità di non smettere mai di correre, in senso fisico e simbolico.

Con questa opera, Piero Muscari firma un libro intenso e ispirante: una narrazione che unisce il linguaggio dello storyteller alla profondità del testimone, il rigore del professionista alla fragilità dell’uomo. Un atto d’amore verso la vita e la narrazione stessa, che invita ogni lettore a ritrovare la propria “figurina perduta” — quella parte di sé che non ha mai smesso di credere nei sogni.

Redazione

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