Friuli Venezia Giulia

La contrapposizione è un vuoto

Quello che accade ogni giorno sotto i nostri occhi, nelle nostre città, violenze di ogni genere, criminalità, degrado, viene digerito dalla società in quell’ottica sbagliata della – normalità – visto i tempi che si stanno vivendo. Tutto questo serve solamente ai media che ne parlano in tutti i

talk show, è uno spettacolo che rappresenta soltanto la decadenza morale e sociale di una società che vive di soprusi, violenza, criminalità.

Ma la domanda è: Perché accade tutto ciò?

La contrapposizione, questa deriva di contrapposizione è un vuoto morale e sociale, senza andare a cercare cose campate in aria per giustificare un evidente fallimento sociale e crollo di valori, principi.

Oggi è tutto – noia – scontato!

La noia è una vita rallentata, è caduta di tensione della volontà quando vengono meno bisogni e desideri. Ma allora viene meno la volontà di qualsiasi cosa; la noia è insoddisfazione della propria situazione, quindi è sempre uno stato di bisogno. L’annoiato deve per forza inventarsi dei bisogni nuovi: lusso, sballi, divertimenti, droghe. Cosa può ottenere?

Egli rimpiange l’intensità del volere, rimpiange l’intensità di quella vita di perenne bisogno. La volontà rivuole se stessa: la soddisfazione è sentita come un impaccio, quindi ci si trova subito dei diversivi. Siamo in una volontà viziata, priva di voglia, che vuole avere sempre di più per la noia che ci attanaglia.

Nessuna soddisfazione di bisogni è veramente tale; la noia va a costituire uno dei due poli della vita umana (l’altro è il bisogno).

Una tipica figura di annoiato èTrimalcione nel Satiricon che mangia, mangia, e poi vomita per poi poter di nuovo mangiare.

L’uomo annoiato non vuole più nulla perché ha già tutto; ma per “nulla” si intende questa o quella cosa. Egli vuole tutto, ma il Tutto che ha sempre voluto e di fronte al quale quello che ora possiede gli sembra insignificante.

La volontà annoiata si spinge sempre in avanti; la sua è una fuga da se stessa, non dalla noia. La noia non è tedium vitae, è semmai desiderio di un’altra vita, di tante altre vite, di tutte le vite.

La noia è strettamente legata alla Sehensucht, cioè lo struggimento, un desiderare il desiderare stesso. La volontà di vivere è già sempre annoiata radicalmente perché desidera tutto, è desiderio indeterminato impossibilitato a soddisfarlo; la noia fa palesare l’insoddisfazione di ogni soddisfazione di un bisogno.

Vincenzo Calafiore

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