Campania

Il giocattolo a Napoli: tra tradizione popolare e nuove forme di creatività

Napoli, città ricca di tradizioni e folclore, custodisce un patrimonio ludico unico: dai giochi di strada di un tempo agli oggetti di artigianato moderno, ogni giocattolo racconta una storia di cultura, comunità e fantasia. Uno dei protagonisti assoluti del passato partenopeo è stato lo strummolo: la trottola. Realizzata in legno, con una punta in metallo, veniva lanciata con una cordicella e lasciata roteare. Sfida e abilità erano al centro del gioco: chi la manteneva in movimento più a lungo diventava l’eroe del vicolo. Lo strummolo è stato uno dei giochi preferiti fino agli anni ’60.

Un altro antenato del gioco moderno era il pallamaglio, diffuso già nel XII secolo a Napoli, antenato di sport come golf, croquet, hockey e polo. Si giocava all’aria aperta, colpendo una palla di legno con mazze dal capo piatto, lungo un percorso prestabilito. Popolari erano le formule uno contro uno, o squadre da quattro, sei o persino diciotto persone.

Il carruocciolo, invece, era un curioso precursore dello skateboard: due assi di legno montati su ruote improvvisate, che i ragazzi facevano rotolare giù per le discese dei Quartieri Spagnoli: un gioco di coraggio e adrenalina, spesso rischioso. Altri passatempi come la lippa, la mazza e pìvezo, o giochi collettivi come castello e mazze-pivezzo, mettevano alla prova la destrezza dei ragazzi, creando dinamiche di squadra e leggenda popolare.

In tempi più recenti, Napoli ha valorizzato i giocattoli come strumenti di cultura. L’Ospedale delle Bambole, aperto nel 1895 nel cuore di Spaccanapoli, cura e conserva bambole e peluche con tecniche artigianali: un luogo magico in cui anche oggetti semplici diventano portatori di memoria e identità. Oggi è anche museo, guidato dalla famiglia Grassi, e richiama turisti e appassionati da tutta Europa.

Anche le marionette napoletane, come Pulcinella, sono diventate giocattoli dall’anima teatrale: nelle botteghe come Leonetti Giocattoli, attive dal 1898, si trovano pupazzi che incarnano il folclore, ideali per insegnare ai bambini la maschera e il teatro popolare.

Più recentemente emergono giocattoli come i “Coccolotti”: peluche moderni tematizzati sulla cultura partenopea, amati nelle case e presenti anche sui social locali, che uniscono la tradizione alla contemporaneità per diventare compagni di coccole, ma anche veicoli educativi.

Queste esperienze ludiche sono legate al valore educativo del gioco, come sottolineano esperti: giocare non è solo svago, ma un linguaggio con cui i bambini comprendono il mondo, sperimentano regole, interazione, creatività. A Napoli, il gioco è sempre stato un terreno fertile per la crescita, talvolta rischioso ma sempre ricco di vissuto collettivo.

La vitalità del gioco partenopeo oggi si declina tra tradizione e innovazione. Dai vicoli in cui rimbombavano gli strummoli, alla bottega di restauro delle bambole, fino al moderno peluche di Pulcinella o ai Coccolotti: ogni oggetto testimonia una Napoli che custodisce le radici popolari, ma sa convertirle al presente.

In definitiva, il giocattolo per i bambini di Napoli non è solo divertimento, ma un ponte tra epoche, culture e generazioni. Un modo per stare insieme, imparare dal passato, condividere valori e creare storie sempre nuove. Nell’era digitale, Napoli conserva nel gioco un’energia autentica, capace di far brillare gli occhi dei più piccoli – e non solo.

Redazione

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