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Plebbo: tra meraviglia e malinconia, il cielo come specchio dell’anima

Faccia al cielo” è il nuovo singolo di Plebbo, un brano intimo e riflessivo che trasporta l’ascoltatore in una dimensione sospesa tra sogno e introspezione. Nato da un momento di contemplazione, il brano racconta il flusso di pensieri dell’autore mentre, sdraiato su un prato, osserva il cielo e si lascia attraversare da emozioni contrastanti: meraviglia, malinconia e paura.

Il sound, che fonde elementi elettronici e acustici, costruisce un paesaggio sonoro evocativo e potente, in grado di restituire l’atmosfera di mistero e libertà che accompagna la riflessione dell’artista. Con la produzione di Diego Calvetti, “Faccia al cielo” rappresenta una nuova tappa del percorso musicale di Plebbo, che continua a esplorare la propria interiorità attraverso suoni e immagini poetiche.

In questa intervista per La Prima Pagina, Plebbo racconta la nascita del brano, le emozioni che lo attraversano e i prossimi passi di un progetto artistico in continua evoluzione.

Il tuo nuovo singolo è appena uscito! Qual è la storia dietro questa canzone e cosa rappresenta per te?
Questo nuovo singolo nasce da un flusso di pensieri che ho avuto guardando il cielo. L’ignoto dell’immensità del cielo mi ha evocato prima un senso di meraviglia, poi di malinconia, ed infine pure di paura.

Il testo sembra molto profondo e ricco di emozioni. È nato da un’esperienza personale? Qual è il messaggio che vuoi trasmettere?
Sicuramente nessun messaggio. Dal punto di vista delle emozioni però questo è un brano per me molto ricco in cui come ho detto, l’ignoto prima mi evoca un senso di meraviglia, poi di malinconia, ed infine pure di paura.

Hai sperimentato con nuovi suoni o approcci nella produzione di questa canzone? Com’è stato il lavoro in studio?
Sia il provino fatto da me, che la realizzazione finale prodotta con Diego Calvetti, avevano come obbiettivo quello di evocare le emozioni provate da me proprio con i suoni usati all’interno della produzione, per dare questo senso di mistero e malinconia.

Quali emozioni speri che il pubblico provi ascoltando questa canzone?
Spero di evocare delle emozioni negli ascoltatori, ma non cerco di inculcare quelle provate da me, siccome l’ascolto è un qualcosa di molto soggettivo.

Questo singolo è il primo passo verso un progetto più ampio? Cosa ci possiamo aspettare da te nei prossimi mesi?
Questo singolo non è il primo passo verso un progetto più ampio, ma in questo momento sto lavorando ad un progetto più ampio. Sto mettendo insieme un album molto particolare del quale vado molto fiero ed il mio obbiettivo adesso è quello di fare in modo di rendergli giustizia.

Chiara Stanzani

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