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Sassonia-Anhalt, trionfo AfD: la destra sfiora la maggioranza assoluta

Terremoto politico in Germania. Le prime proiezioni delle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt consegnano un risultato clamoroso: l’Alternative für Deutschland (AfD), guidata da Ulrich Siegmund, vola al 44,4%, con un balzo di 23,6 punti percentuali rispetto alla precedente tornata.

Un risultato che porta l’AfD a un passo dalla maggioranza assoluta nel parlamento regionale: secondo le proiezioni, il partito otterrebbe 41 seggi sui 42 necessari per governare senza alleati.

Il crollo riguarda soprattutto la Cdu, il partito del ministro-presidente uscente Sven Schulze, che precipita al 18,4%, perdendo 18,7 punti. La Linke si attesterebbe al 9,3%, i Verdi al 9%, la Spd all’8,4%, mentre il BSW di Sahra Wagenknecht sarebbe al 5%, esattamente sulla soglia di sbarramento. I liberali della Fdp resterebbero invece fuori dal parlamento con il 2,2%.

Ancora più significativo il dato dell’affluenza: l’80% degli aventi diritto sarebbe andato alle urne, il livello più alto mai registrato in un’elezione regionale in Sassonia-Anhalt.

Siegmund: «Abbiamo fatto la storia»

Il candidato di punta dell’AfD ha rivendicato immediatamente la portata del risultato.

«Abbiamo ottenuto esattamente quello che volevamo. Abbiamo fatto la storia in questo Land», ha dichiarato Siegmund commentando le prime proiezioni.

Alla domanda sulla possibilità di diventare ministro-presidente, il leader dell’AfD ha però mantenuto prudenza: «A questa domanda non si può rispondere ora».

Siegmund ha parlato di un «segnale politico molto chiaro» arrivato dagli elettori e ha invocato una «svolta politica fondamentale» per il Land. Ha inoltre dichiarato di voler «tendere la mano a tutte le forze» disponibili a sostenere un cambiamento politico.

Una mano che, però, difficilmente arriverà dalla Cdu.

La Cdu chiude la porta: «Non collaboriamo con gli estremisti»

La segretaria generale della Cdu, Franziska Hoppermann, ha escluso qualsiasi collaborazione con l’AfD.

«Non collaboriamo con gli estremisti e, soprattutto, con quelli di estrema destra», ha dichiarato alla Ard.

Anche Sven Schulze ha riconosciuto senza mezzi termini la sconfitta: «Per noi è una sconfitta». Ma il presidente uscente della Cdu ha sottolineato anche il valore democratico della partecipazione: «Questa è la democrazia, la gente è andata a votare».

Il nodo BSW

Uno degli elementi decisivi per capire i prossimi scenari sarà il risultato del BSW. La formazione di Sahra Wagenknecht è data al 4,8% dalla Zdf, quindi sotto la soglia del 5%, mentre la Ard la colloca al 5%.

La candidata di punta Claudia Wittig ha lasciato aperta una porta politicamente significativa: il BSW, ha spiegato, vuole valutare le collaborazioni «in base ai contenuti» e potrebbe sostenere singoli provvedimenti anche insieme all’AfD.

Non è invece arrivata un’apertura esplicita sulla possibilità di votare Siegmund come ministro-presidente.

Siegmund: «Su immigrazione e sicurezza non ci saranno compromessi»

Il candidato dell’AfD ha chiarito che la disponibilità al dialogo non significa rinunciare ai temi centrali della sua campagna.

«Da democratico, la mano resta tesa», ha detto Siegmund, precisando però che su alcuni argomenti non ci saranno compromessi. Tra questi ha indicato espressamente immigrazione e sicurezza interna.

Weidel: «Risultato storico e sensazionale»

La leader nazionale dell’AfD, Alice Weidel, ha definito il risultato «storico e sensazionale», sostenendo che il partito avrebbe ricevuto dagli elettori «un chiaro mandato a governare».

Ma la strada verso la guida del Land resta tutt’altro che scontata. Con 41 seggi, l’AfD sarebbe infatti a un solo seggio dalla maggioranza assoluta e dovrebbe trovare un alleato o un sostegno esterno per formare un governo.

Klingbeil: «Una serata che mi rattrista»

Pesante anche il contraccolpo per la Spd. Il leader del partito e vicecancelliere Lars Klingbeil ha definito l’esito «una serata che mi rattrista».

Per Klingbeil, il voto rappresenta «un segnale per Berlino» e deve spingere il governo federale a riflettere sul proprio percorso di riforme. La Spd, ha però ribadito, non intende avviare trattative con l’AfD.

Il dato politico che emerge dalla Sassonia-Anhalt va dunque oltre i confini del Land: l’AfD diventa il primo partito, sfiora la maggioranza assoluta e costringe tutti gli altri partiti tedeschi a confrontarsi con una nuova realtà politica.

La partita, ora, è quella della formazione del governo. E proprio da Magdeburgo potrebbe arrivare uno dei segnali più forti sul futuro degli equilibri politici tedeschi.

Redazione

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