Nell’omelia della Messa celebrata nella Basilica di San Pietro, Papa Leone XIV è tornato a riflettere sulle “periferie del mondo, segnate a volte dalla guerra, dall’ingiustizia e dalla sofferenza”. Il Pontefice ha richiamato l’attenzione sui drammi che attraversano il nostro tempo e sulla domanda che, di fronte al dolore, l’umanità continua a rivolgere a Dio: “Dinanzi a questi scenari oscuri, riemerge il grido che tante volte nella storia si è elevato a Dio: perché, Signore, non intervieni? Perché sembri assente?”.
Un interrogativo che, ha spiegato il Papa, “è un grido di dolore ma anche una forma di preghiera che pervade tutta la Scrittura”. Non è un segno di mancanza di fede, bensì “l’espressione di un cuore che soffre e continua a cercare Dio anche nel silenzio”.
Nelle sue parole, Leone XIV ha invitato i fedeli a non lasciarsi sopraffare dalla rassegnazione: “Se il profeta denuncia la forza ineluttabile del male che sembra prevalere, il Signore dal canto suo annuncia che tutto questo avrà un termine, una scadenza, perché la salvezza verrà e non tarderà”.
Un messaggio di speranza, dunque, rivolto a quanti vivono situazioni di dolore e ingiustizia. “La fede – ha concluso il Papa – non ci sottrae al mistero del male, ma ci fa scorgere oltre l’oscurità una promessa certa: Dio non è assente, cammina con noi verso la luce della salvezza”.
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