Economia

Rottamazione 5, Gusmeroli: nessun paletto, dentro anche i decaduti dalle precedenti sanatorie

La nuova Rottamazione 5 delle cartelle esattoriali potrebbe aprirsi senza restrizioni anche ai contribuenti che in passato non hanno portato a termine le precedenti sanatorie fiscali. È quanto emerso dal convegno organizzato il 23 settembre dall’Ordine degli Avvocati di Roma al Palazzo di Giustizia, durante il quale l’onorevole Alberto Gusmeroli, ideatore della proposta di legge sulla cosiddetta “rottamazione lunga”, ha chiarito i contorni dell’intervento.

Secondo Gusmeroli, l’accesso alla nuova definizione agevolata non dovrà prevedere paletti o esclusioni per i decaduti. Anzi, imporre limiti selettivi rischierebbe di sollevare profili di incostituzionalità. «Sarebbe un errore – ha sottolineato – introdurre barriere che riducono la platea dei beneficiari e pongono problemi giuridici».

La misura punta a massimizzare gli incassi, sfruttando anche la possibilità di una dilazione estesa fino a 120 rate. Il magazzino delle cartelle, secondo i dati di Agenzia Entrate-Riscossione, al 31 gennaio 2025 ammontava a 1.272 miliardi di euro di carichi residui affidati dal 2000 al 2024: oltre 290 milioni di crediti ancora da riscuotere, distribuiti in circa 173 milioni di atti, per un totale di 21,8 milioni di contribuenti coinvolti.

Sul piano politico, il dibattito rimane acceso. L’opposizione aveva inizialmente presentato 113 emendamenti per introdurre norme anti-furbetti, salvo poi ritirarli in blocco. Dal fronte della maggioranza arriva la conferma dell’impegno: Matteo Salvini ha ribadito che la nuova rottamazione sarà inserita già nella prossima legge di bilancio, con avvio operativo dal 1° gennaio 2026. «Non è un condono – ha spiegato – ma una pace fiscale per cittadini e imprese che hanno dichiarato i redditi senza riuscire a versare quanto dovuto per difficoltà legate a crisi, malattie o altri eventi. Sarà come un mutuo senza sanzioni e interessi».

Il perimetro definitivo della misura resta però oggetto di confronto. Alcune ipotesi alternative in circolazione mirano a ridurre la durata della rateizzazione, giudicando eccessivi i dieci anni previsti dal progetto originario.

Redazione

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