Lazio

Papa Leone XIV dalla parrocchia di Sant’Anna: monito contro indifferenza, ingiustizia e abuso della ricchezza

In un’omelia dai toni forti e profondamente sociali, Papa Leone XIV ha scelto la parrocchia di Sant’Anna, nel cuore del Vaticano, per lanciare un chiaro richiamo ai governanti e ai fedeli contro l’indifferenza e l’abuso della ricchezza. Secondo il Pontefice, quest’ultima può trasformarsi in “armi che distruggono” e strumenti di dominio, anziché essere utilizzata per il bene comune.

Durante la celebrazione, affidata alla comunità agostiniana all’interno delle mura vaticane, il Papa ha sottolineato la necessità di riscoprire la giustizia e la solidarietà come valori fondamentali in un’epoca segnata da guerre e crescenti diseguaglianze. “Interi popoli vengono oggi schiacciati dalla violenza e ancor più da una spudorata indifferenza, che li abbandona a un destino di miseria”, ha affermato Leone XIV, ribadendo il ruolo attivo della Chiesa nei contesti di crisi globale. “Non vogliamo essere remissivi, ma annunciare con la parola e con le opere che Gesù è il Salvatore del mondo, Colui che ci libera da ogni male”.

Uno dei passaggi più significativi dell’omelia ha riguardato il rapporto tra ricchezza e potere. “La Chiesa prega perché i governanti delle nazioni siano liberi dalla tentazione di usare la ricchezza contro l’uomo, trasformandola in armi che distruggono i popoli e in monopoli che umiliano i lavoratori”, ha ammonito il Papa, senza riferimenti politici espliciti ma con un chiaro richiamo a un mondo in cui riarmo globale e disuguaglianze continuano ad alimentare conflitti e tensioni. “Chi serve Dio diventa libero dalla ricchezza, ma chi serve la ricchezza ne resta schiavo”, ha aggiunto.

Leone XIV ha inoltre invitato a trasformare la ricchezza in strumento di giustizia e bene comune, non di dominio. “Chi cerca la giustizia trasforma la ricchezza in bene comune; chi cerca il dominio trasforma il bene comune nella preda della propria avidità”, ha detto, richiamando anche la parabola evangelica dell’amministratore disonesto e mettendo in guardia dalla “sete di ricchezza” che rischia di sostituire Dio nel cuore degli uomini.

L’omelia si inserisce in un momento storico segnato da instabilità geopolitiche e crisi sociali, e sottolinea l’impegno della Chiesa a essere presente e solidale tra i popoli colpiti dalla violenza. “Gesù è Colui che ci libera da ogni male”, ha concluso il Papa, riaffermando il legame tra speranza spirituale e azione concreta.

Redazione

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