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Employer branding: come la formazione aumenta l’attrattività delle aziende

Oggi il lavoro non è più solo una questione di contratti e retribuzioni. La sfida per attrarre e trattenere talenti si gioca sempre più sul terreno del valore percepito, dell’identità aziendale, della coerenza tra ciò che un’impresa è e ciò che comunica, del “brand” che l’azienda rappresenta.

Secondo uno studio di Glassdoor, l’88% dei candidati verifica la reputazione dell’azienda prima di proporsi. Non solo: dallo studio emerge che il 69% di questi candidati rifiuta un’offerta se il brand non lo convince, indipendentemente dalle condizioni economiche.

La reputazione aziendale agli occhi dei possibili candidati, quindi, non è più un optional, ma un elemento imprescindibile. In questa costruzione identitaria, la formazione gioca un ruolo centrale: comunica che l’azienda si prende cura del proprio capitale umano, crede nel talento e punta all’evoluzione continua.

Cos’è l’employer branding e perché è importante

Con “employer branding” si intende l’insieme di azioni e strategie che hanno come finalità quella di attrarre, acquisire, fidelizzare e trattenere i talenti sul mercato.

È sostanzialmente ciò che l’azienda comunica (in modo diretto o indiretto) per costruire e consolidare la propria reputazione come luogo di lavoro.

Non si tratta solo di campagne pubblicitarie, ma comprende un complesso ecosistema valoriale, che passa attraverso la cultura interna, la leadership, le opportunità di crescita, la formazione, l’equilibrio vita-lavoro, il clima aziendale e, sempre più spesso, l’impegno verso la sostenibilità e l’inclusione.

In poche parole, l’employer branding è il modo in cui l’azienda si racconta e viene percepita come datore di lavoro: un fattore decisivo nella scelta professionale delle persone.

L’employer branding ha sempre rappresentato un pilastro fondamentale per le organizzazioni, ma è stato soprattutto con la parentesi della pandemia che il suo valore è emerso con ancora maggiore evidenza e urgenza. Lo dicono i numeri: le imprese che investono nel loro employer branding registrano tassi di turn over inferiori di circa il 28%. Non solo: l e aziende con un employer branding efficace vedono il costo per assunzione abbassarsi fino al 50%.

Formazione: leva fondamentale dell’employer branding

Come già accennato, diversi sono i fattori e gli elementi su cui le aziende possono puntare per costruire e rafforzare la loro reputazione: equilibrio vita-lavoro, l’attenzione alla sostenibilità, l’impegno concreto per la diversità e l’inclusione.

Ma il ruolo centrale, spesso decisivo, è giocato dalla formazione.

La formazione in azienda è in generale una delle leve più potenti: oltre che ad essere fondamentale per mantenere le competenze al passo con i tempi, genera una forza lavoro più competente, una maggiore produttività, una riduzione degli errori e un miglioramento della qualità complessiva. Ma i benefici non si esauriscono qui. Investire nella crescita delle persone rafforza l’engagement, aumenta la motivazione, stimola il senso di appartenenza e contribuisce a costruire una cultura aziendale dinamica e orientata al miglioramento continuo.

Secondo un’indagine Gallup, più del 70% dei lavoratori sotto i 40 anni inserisce le opportunità di crescita professionale tra i tre fattori principali nella scelta di un’azienda. A conferma di questo trend, uno studio di PwC evidenzia come il 77% dei giovani professionisti sia attivamente orientato verso realtà che investono con decisione nella formazione e nello sviluppo delle competenze.

I talenti vogliono sentirsi coinvolti in un progetto di crescita reale, percepire che il proprio sviluppo professionale conta.

Offrire percorsi di crescita reale ai propri dipendenti significa quindi non solo valorizzare il capitale umano, ma anche trasmettere un’immagine di impresa attenta, evoluta e orientata al futuro.

Significa dare un messaggio chiaro (“qui si cresce, qui i talenti vengono coltivati”) che, come visto in precedenza, rappresenta uno dei principali driver di scelta per i professionisti, soprattutto nelle fasce più giovani.

In un mercato in cui i candidati valutano le imprese quanto (se non più di quanto) le imprese valutino loro, la formazione è l’elemento di talent attraction che fa la differenza.

Formazione aziendale: perché affidarsi a società specializzate

La formazione in azienda non si improvvisa. Per essere davvero efficace, deve partire da un’analisi accurata dei bisogni, fissare obiettivi precisi, coinvolgere le persone giuste e adottare metodologie adeguate al contesto e ai destinatari.

Per questo, molte imprese scelgono di non gestire tutto in autonomia, ma di rivolgersi a società di formazione aziendale specializzate.

Affidarsi ad un partner esterno consente di ottimizzare tempi, risorse e qualità, evitando approcci improvvisati o lontani dalla realtà quotidiana del business.

Dalla rilevazione dei fabbisogni alla definizione degli obiettivi, dalla creazione dei contenuti fino alla valutazione dei risultati e alla misurazione dell’impatto sul lavoro quotidiano: il partner formativo affianca l’azienda in ogni fase, assicurando coerenza progettuale, aderenza ai reali bisogni e continuità nel tempo. Non si limita a fornire corsi, ma costruisce un percorso su misura, seguendo passo dopo passo l’impresa.

In questo modo, l’azienda può concentrarsi sul proprio core business, affidando la progettazione e la gestione formativa a un partner esperto, capace di trasformare l’apprendimento in un vero vantaggio competitivo.

Redazione

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