Un violento sisma di magnitudo 6,0 ha colpito l’est dell’Afghanistan nella notte tra domenica 31 agosto e lunedì 1° settembre 2025: secondo le autorità del governo talebano, almeno 812 persone hanno perso la vita e circa 2.800 sono rimaste ferite. I numeri, in continuo aggiornamento, rappresentano una stima iniziale in una situazione ancora gravissima.
L’epicentro è stato localizzato a 27 km a est-nordest di Jalalabad, tra le province di Kunar e Nangarhar, ad una profondità estremamente bassa di circa 8 km, condizione che ha intensificato gli effetti distruttivi del sisma.
Le aree montuose delle province di Kunar (in particolare i distretti di Nurgal, Suki, Watapur e Chapa Dara) hanno subito danni catastrofici. Villaggi interi sono stati rasi al suolo, specialmente quelli costruiti con materiali fragili come fango e pietre – tipici delle zone remote – che non hanno retto la scossa.
Le operazioni di soccorso sono ancora in corso, ma fortemente ostacolate dal terreno impervio, infrastrutture compromesse e comunicazioni intermittenti. Squadre mediche da Kunar, Nangarhar e Kabul sono state dispiegate con elicotteri per raggiungere le aree isolate.
Il governo ha lanciato un appello urgente alla comunità internazionale per fornire aiuti umanitari, incluse medicine, tende, personale medico e mezzi operativi.
Il Pakistan ha immediatamente espresso vicinanza e offerto supporto; il primo ministro Shehbaz Sharif ha inviato condoglianze e dichiarato che Islamabad è pronta a intervenire.
Anche l’ONU, tramite il segretario generale António Guterres, ha confermato la mobilitazione di risorse per assistere le popolazioni colpite.
Il terremoto aggiunge un ulteriore strato di dolore in un Paese già debilitato da grave siccità, spostamenti forzati di rifugiati, e tagli agli aiuti internazionali. Filippo Grandi, Alto Commissario ONU per i rifugiati, ha definito la situazione come una “perfetta tempesta” che aggrava una crisi umanitaria già profonda.
| Elemento | Dettagli |
|---|---|
| Magnitudo | 6,0 |
| Data e ora (locale) | 31 agosto 2025, circa le 23:47 |
| Profondità | ~ 8 km (superficiale, quindi altamente distruttiva) |
| Morti | Almeno 800–812, cifra destinata ad aumentare |
| Feriti | Tra 2.500 e 2.800 circa |
| Zone più colpite | Province di Kunar (aree montane remote) e Nangarhar |
| Cause della distruzione | Materiali fragili, scossa superficiale, ore notturne |
| Ostacoli nei soccorsi | Terreno impervio, strade bloccate, comunicazioni difficili |
| Risposta nazionale | Elicotteri, squadre mediche, appelli ufficiali |
| Solidarietà internazionale | Pakistan, ONU, Iran e altri Paesi |
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