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Elezioni regionali 2025: sette regioni al voto, Calabria inclusa

Il 2025 si annuncia un anno di grande rilievo politico per l’Italia: sette regioni rinnoveranno i loro consigli e presidenti. Oltre alle sei già previste – Campania, Veneto, Toscana, Puglia, Marche e Valle d’Aosta – si aggiunge la Calabria, a seguito delle dimissioni anticipate del governatore Roberto Occhiuto.

In totale, saranno chiamati alle urne circa 18 milioni di elettori, pari a oltre un terzo dell’intero corpo elettorale nazionale. Le consultazioni si svolgeranno in date diverse: le Marche e la Valle d’Aosta apriranno il ciclo elettorale il 28 e 29 settembre, seguite dalla Toscana il 12 e 13 ottobre. La Calabria voterà a inizio ottobre, mentre Campania, Veneto e Puglia chiuderanno con urne probabilmente a novembre, entro la scadenza legale di fine mese. Un’election day unico è stato prospettato, ma è sfumato per le difficoltà organizzative.

Campania: dopo De Luca il centrosinistra guarda avanti

La data di voto è prevista per metà novembre. Dopo due mandati, Vincenzo De Luca non potrà ricandidarsi: la Corte Costituzionale ha infatti annullato la legge regionale che aveva rimosso il limite di mandato.

Il centrosinistra punta su Roberto Fico (M5S) come candidato unitario, sostenuto anche da De Luca. Il centrodestra, invece, è in alto mare: si fanno i nomi di Edmondo Cirielli (FdI), Giosy Romano (Forza Italia) e perfino del tecnico Matteo Piantedosi, ma senza ancora un accordo definito.

Veneto: il dopo-Zaia apre nuove sfide

Sul finire di novembre, entro il 20, la regione andrà al voto. Luca Zaia, al terzo mandato, non può correre ancora: la ricerca del suo erede ha acceso il dibattito.

La Lega reclama un candidato, forte della sua radicazione territoriale, mentre Fratelli d’Italia punta a sfruttare i risultati nazionali. In lizza: Luca De Carlo, Elena Donazzan (FdI), o un civico di area “Lista Zaia”. Forza Italia spinge per Flavio Tosi.
Il centrosinistra ha già scelto: Giovanni Manildo, sostenuto da PD, M5S e altre forze progressiste.

Toscana: Giani verso il bis

Il voto è fissato per il 12 e 13 ottobre. Il presidente uscente Eugenio Giani (PD) punta alla riconferma, sostenuto da un’ampia coalizione: PD, M5S, AVS, una lista civica e forze centristi come Azione, Italia Viva e +Europa.

Il centrodestra pare orientato su Alessandro Tomasi (FdI), anche se Forza Italia insiste per le primarie e la Lega ha indicato Roberto Vannacci come responsabile della campagna.

Puglia: l’eredità Emiliano e la strada verso il futuro

Anche qui il voto arriverà a novembre, con Emiliano (PD) al termine dei due mandati consentiti. Il centrosinistra punta su Antonio Decaro, ex sindaco di Bari e attuale europarlamentare, ma la sua possibile candidatura è messa in discussione dalla speculare presenza in lista dello stesso Emiliano.

Il centrodestra, assente dal governo regionale dal 2005, valuta nomi come Francesco Paolo Sisto (FI), ma le trattative sono ancora in corso.

Marche: il primo test autunnale

Si voterà il 28 e 29 settembre. Il presidente uscente, Francesco Acquaroli (FdI), punta al secondo mandato; il centrosinistra schiera Matteo Ricci (PD), ex sindaco di Pesaro, sostenuto da un’alleanza larga (PD, M5S, Azione/Italia Viva, AVS e civiche).

Valle d’Aosta: alleanze e sfumature locali

Nella piccola regione autonoma si vota contemporaneamente alle Marche. Qui i giochi si fanno post-elettorali: il presidente è scelto dal Consiglio. L’UV guida l’attuale maggioranza autonomista-progressista e si lavora a un nuovo polo centrista autonomista. Le alleanze dovranno trovare accordo dopo il voto.

Calabria: l’elezione anticipata che fa scalpore

La novità più eclatante: la Calabria vota anticipatamente, già in primi di ottobre, dopo le dimissioni di Occhiuto. Forza Italia, con Tajani in testa, spinge per una sua candidatura o la nascita di una sua lista personale.

Il centrosinistra sembra puntare su Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria, sostenuto da Nicola Irto (PD). Altri possibili candidati: Ernesto Alecci (ex sindaco di Soverato), o figure del M5S come Pasquale Tridico, Vittoria Baldino o Anna Laura Orrico. Si vocifera con insistenza del Procuratore Nicola Gratteri anche se ad oggi il diretto interessato ha smentito seccamente. Seppur tuttavia qualche esponente della vecchia guardia Pd calabrese sia uscito sulla stampa nazionale per “scongiurare” una candidatura del popolare magistrato.

Ripercussioni locali: Reggio Calabria e oltre

Se Falcomatà si candidasse, dovrebbe dimettersi da sindaco, provocando una breve reggenza (probabilmente del vicesindaco) fino alle comunali del 2026.
Il centrodestra ha messo nel mirino la doppia sfida: la regione e il capoluogo, che vivrà mesi intensi tra nuovi progetti, inaugurazioni e tensioni politiche.

In sintesi, le elezioni regionali del 2025 per l’Italia significano molto più di un semplice rinnovo locale: saranno un banco di prova per equilibri politici, strategie nazionali e leadership emergenti.

Redazione

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