Categories: Cronaca

La storia di Christian Donato: per diventare e scoprirsi “campione” nella vita, non solo nel calcio

 Selezionato come uno dei migliori calciatori nella top 11 under 13 dopo aver vinto con il Milan lo scudetto, il piccolo Christian dà i suoi primi calci a San Nicola De Legistis, un paesino nel comune di Limbadi. Da quando è nato vi trascorre le vacanze insieme alla famiglia, sotto l’attento e vigile sguardo dei nonni. Le sue origini calabresi e siciliane ci raccontano una biografia segnata da emigrazioni, incontri, sacrifici, vittorie e sconfitte. Nella storia e nel sogno di Christian come piccolo “campione” si può scoprire non solo il gioco del calcio ma anche il fuorigioco, perché inconsapevolmente lui gioca una partita che oltrepassa il campo.      

 

Il vincitore è un sognatore che non si è mai arreso (Nelson Mandela)

La storia del piccolo campione Christian Donato va raccontata. Cresciuto tra le fila del Milan come difensore, quest’anno è stato selezionato nella top 11 dei migliori calciatori e tra i 16 talenti più forti d’Italia, dopo aver vinto con i suoi compagni under 13, lo scudetto. Nelle sue vene scorre sangue calabro-siculo. Ogni estate trascorre le vacanze in una piccola frazione del comune di Limbadi, San Nicola de Legistis, dove ha dato i suoi primi calci con la sfera magica. Il legame con questa località nasce da quando il nonno Carmelo e la nonna Ida, hanno deciso di trascorrere le ferie, da oltre 35 anni, nella quiete di questo paesino con il figlio Giuseppe, padre di Christian. Nato e vissuto nella provincia di Reggio Calabria (Tritanti, Maropati) il nonno emigra a Milano e incontra Ida, di origini siciliane (Paternò). Anche la madre di Christian, Veronica, ha lontane origini nella vicina Nicotera. La foto che ritrae Christian quando aveva quattro anni, vestito da chierichetto, mentre gioca nella piazza di fronte alla chiesa di San Nicola, assume una dimensione iconica e simbolica surreale e ci svela la parabola biografica e sportiva di questo calciatore nato nel 2012, considerato come il più forte centrale di difesa a livello nazionale.

La sua storia porta con sé racconti di viaggi, di emigrazioni, di incontri, di incroci e di crocevia, sotto la regia del caso che ama giocare dietro le quinte. Ed è una storia tipica della gente del Sud, figli del Mediterraneo, il mare del mito e dei popoli che si sono incontrati per fondersi attraverso la Cultura e i saperi, per dare vita al grande patrimonio-matrimonio genetico che ogni bambino nato in questa geografia umana, porta dentro di sé. “Questo è un luogo sacro: dove le onde greche vengono a cercare quelle latine” ha affermato Giovanni Pascoli partecipando ad una commemorazione di un poeta e latinista reggino, Diego Vitrioli, nel 1898, quando si trovava ad insegnare all’Università di Messina (dal 1897 al 1903). Ogni essere umano ha dentro il proprio DNA generazioni e generazioni che si sono fuse e confuse, un mistero di casualità e di incontri segnato dall’ambiente naturale, familiare e sociale. E ogni bambino rappresenta il frutto di esperienze millenarie che poi si sono tradotte miracolosamente negli occhi, nello sguardo, nel respiro, nell’anima, nella passione e nella vocazione che nasce, cresce e arde quasi inconsapevolmente. Un vero miracolo, come il gioco del caso che ha permesso all’umanità di evolvere e di scoprire: impossibile comprendere razionalmente e scientificamente. Ma la follia e il delirio di onnipotenza di uomini che hanno smarrito la luce dell’intelletto, stanno cercando di recidere attraverso le molteplici guerre e la tecnologia ormai senza più controllo con la presunzione di dominare e orientare e distruggere anche le emozioni, i desideri, i sentimenti, il pensiero con una operazione di traduzione-deportazione in ambienti non più naturali, le piattaforme (per rendere piatta ogni forma di pensiero intuitivo e creativo), attraverso artifici e la folle ideologia del transumanesimo: un nuovo più subdolo totalitarismo che unisce la cibernetica con l’ingegneria genetica e costruisce labirinti di mitica memoria, dove si nasconde il mostro, ma senza più uscita (il filo d’amore di Arianna). Pensiamo a quello che stanno vivendo i bambini palestinesi, all’orrore e allo sterminio nell’indifferenza dei governi europei e nella loro vile complicità. Risuona ancora più inquietante il monito di Primo Levi in Se questo è un uomo:

Come poter sopportare l’orrore in atto? Umanamente non è possibile: non ci sono parole per poterlo comprendere. Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate. Anche le nostre.

Quanti bambini come Christian avrebbero potuto sognare di poter giocare spensierati e quanti potenziali “campioni” sono stati sterminati nei diversi campi; e quanti con le loro illuminate intelligenze avrebbero potuto sentire il bisogno di impegnarsi per il bene dell’umanità e non certo per distruggerla. Questi esseri innocenti hanno la sola colpa di essere nati nella Striscia di Gaza o in altri luoghi e contesti funestati da guerre generate dalla crudeltà umana, ma la propaganda mediatica asservita e di regime definisce questi psicopatici, con i loro infernali eserciti che occupano le istituzioni, potenti, salvatori, eroi: mai criminali. E tanti giovani “cervelli” vengono sedotti da multinazionali che producono morte con il miraggio dell’oro o del successo innescando una spirale delirante di matrice materialista e nichilista che va ad annientare l’etica e la coscienza, senza la quale qualsiasi scienza o lavoro diventa mostruosità.

“Il vincitore è un sognatore che non si è mai arreso”: Nelson Mandela aveva coniato questo aforisma per esprimere la sua esperienza di vita lottando da eroe contro le discriminazioni e le ingiustizie. Questo spirito lo possiamo trasferire in ogni ambito sociale, come lo sport. Non è la prima sconfitta che deve scoraggiare chi sogna di diventare un campione, nel suo significato originario: difendere una giusta causa sapendo stare nel campo di battaglia. E possiamo immaginare quante sfide dovrà affrontare Christian per poter diventare un vero campione nella vita.

Allora la storia di Christian va raccontata e letta con uno sguardo divergente ed eretico, per capire cosa si nasconda dietro le piccole e grandi storie di un mondo divenuto immondo, come quello dello sport o dello spettacolo, dove viene usato il corpo, le prestazioni, le ambizioni, come strumenti di mercificazione obliando l’orrore che c’è dietro i vergognosi e ignobili profitti (il famigerato PIL) per drogare i desideri attraverso il “mito” del successo costruito e venduto come un prodotto usa e getta. Questo sistema ha smarrito la misura di se stesso per sedurre e oscurare le coscienze.

Ancora Christian, con i suoi 13 anni, il suo sogno, non è stato ancora inquinato dal turpe mercato. I suoi gesti, i suoi tocchi di classe, le sue vittorie e le sue sconfitte sono vissuti con i sentimenti e le emozioni descritte da Umberto Saba nella poesia “Goal”: “Pochi momenti come questo belli,/a quanti l’odio consuma e l’amore,/ è dato, sotto il cielo, di vedere.

La storia di questo “campione” che muove i suoi primi calci in un piccolo paese di appena 100 abitanti, ci racconta la bellezza del sogno che piano piano, con i suoi sacrifici e quelli dei suoi familiari, comincia ad affiorare come l’alba per illuminare il futuro; ma anche l’ingiustizia e la negazione della vita di tanti altri bambini che sono considerati alla stregua di moscerini. Il vero sport non può diventare soltanto uno spot, ma deve raccontare ciò che non si racconta, ma che esiste; ciò che sta dietro: il mistero nascosto nel nostro codice genetico dell’inconscio collettivo e nelle passioni che si accendono negli occhi. E il calcio, fatto di gesti, di doti atletiche, di visione, di illuminazioni ma anche del gioco della fortuna, disegna questa “parabolica” verità. E tutto dipende dalla disciplina, dall’unione tra la virtù del corpo e quella dello spirito, tra le prestazioni e l’intelligenza tattica, nel rispetto dell’avversario e del gioco di squadra: è un vero laboratorio esistenziale ed etico. Non solo gioco ma anche fuori gioco: perché si gioca una partita che oltrepassa il campo.

Forse la vera storia deve essere ancora scritta, perché “Qui dove è quasi distrutta la storia, resta la poesia” (sempre Pascoli nel citato discorso a Reggio Calabria). Nelle acque del Mediterraneo resta la poesia e la profezia ispirata dal mito e dalle muse, figlie di Mnemosyne, come quella di Achille, di Ulisse, di Enea, del mitico atleta dell’antica Kroton Milone, del filo d’amore di Arianna e dei tanti miti che hanno partorito le grandi civiltà, come quella della Magna Grecia che è impressa negli occhi dei tanti “Christian”. Il resto diventa oblio quando l’odio distrugge l’umanità. La speranza è che Christian, come gli altri piccoli campioni, possano vincere la vera sfida: quella per la vittoria dei diritti umani, quella contro le ingiustizie e le discriminazioni, contro i mostri che hanno distrutto la moltitudine dei sogni di una moltitudine di bambini e continuano a farlo grazie alla complicità di una schiera sterminata di vili servi che siedono dietro uno schermo e una tastiera o indossano una divisa, rinnegando la propria coscienza e i sacri principi che rendono l’essere umano degno di essere umano.

 

Nicola Rombolà

Recent Posts

Usa-Iran, la Camera chiede il ritiro delle truppe: segnale politico contro Trump sulla guerra

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che chiede il ritiro…

59 minuti ago

Trento Sotterranea: archeologia, storia e misteri sotto la città

Trento Sotterranea rappresenta un lato affascinante e poco conosciuto della città, un viaggio tra archeologia,…

8 ore ago

Meloni: “Dall’Ue 14 miliardi per contrastare il caro energia. L’Italia ha fatto valere i propri interessi”

La Commissione europea ha accolto la richiesta dell’Italia di ottenere una maggiore flessibilità di bilancio…

12 ore ago

Provincia di Crotone il Presidente Antonio Ammirati assegna le deleghe ai Consiglieri

Provincia di Crotone il Presidente Antonio Ammirati assegna le deleghe ai Consiglieri A distanza di…

13 ore ago

Unipg, arte e tecnologia si incontrano nelle “Soglie del Fare”: il FabLab come nuova frontiera della creazione contemporanea

L’arte del XXI secolo nasce sempre più spesso dall’incontro tra creatività umana e innovazione tecnologica.…

14 ore ago

Energia, l’Ue apre alla flessibilità fiscale: fino allo 0,6% del Pil in tre anni per accelerare la transizione energetica

La Commissione europea propone una nuova forma di flessibilità fiscale per aiutare gli Stati membri…

16 ore ago