Calabria

Centrodestra nel caos: si dimette Occhiuto. Crepa nel Governo Meloni?

Il governatore della Calabria lascia l’incarico dopo l’avviso di garanzia. “Mi ricandido, decidano i calabresi”

È un vero e proprio terremoto politico quello che si è aperto con le dimissioni di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, che ha annunciato la sua scelta attraverso un video sui social. Una mossa di forte impatto che potrebbe avere conseguenze pesanti sugli equilibri del centrodestra e, più in generale, sul Governo guidato da Giorgia Meloni.

«Ho deciso di dimettermi, ma ho deciso anche di ricandidarmi», ha dichiarato Occhiuto, lasciando intendere che non si tratta di un passo indietro, bensì di un gesto politico per chiamare i cittadini al giudizio popolare. «Tra qualche settimana si andrà a votare, e saranno i calabresi a decidere, non altri», ha spiegato nel video, girato all’interno del cantiere della metropolitana di Catanzaro, simbolo delle opere pubbliche che, a suo dire, rischiano di essere sabotate.

Occhiuto, esponente di Forza Italia e tra i volti più visibili dell’area moderata del centrodestra, ha ricevuto un avviso di garanzia per presunta corruzione. «In un Paese civile nessuno deve dimettersi per un avviso di garanzia – ha precisato – ma qui nessuno si assume la responsabilità di firmare più nulla. E allora mi fermo io, e rimetto la scelta ai calabresi».

La sua denuncia è durissima: nel mirino politici “di secondo piano”, “odiatori”, “persone arrabbiate con la vita che tifano per il fallimento della Calabria”. Parole che evidenziano uno strappo profondo non solo con l’opposizione, ma anche all’interno della sua stessa coalizione.

Il suo affondo, infatti, si estende alla gestione della politica calabrese degli ultimi trent’anni, segnata – secondo lui – da inchieste che, pur finendo spesso nel nulla, hanno azzoppato governi regionali e paralizzato lo sviluppo. «Quando qualcuno prova a fare qualcosa di buono per questa Regione, tanti altri cercano di fermarlo», ha denunciato.

Non mancano, però, parole distensive nei confronti della magistratura: «In una Regione complicata come la Calabria i magistrati devono fare il loro lavoro serenamente. Io non ho nulla da temere dall’inchiesta».

Una crepa che si allarga?

La decisione di Occhiuto arriva in un momento già delicato per la coalizione di Governo. Dopo le frizioni nei rapporti tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sulle politiche fiscali e sull’autonomia differenziata, questo passo potrebbe innescare una nuova crisi. Il governatore calabrese era considerato un equilibratore tra le anime del centrodestra e un punto di riferimento nel Sud.

Le sue dimissioni e la successiva ricandidatura rimettono in gioco gli assetti, non solo in Calabria ma anche a Roma. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se si tratta di un caso isolato o del segnale di una spaccatura profonda che potrebbe estendersi fino ai vertici nazionali.

La palla, ora, passa agli elettori calabresi. Ma l’eco politica della decisione di Occhiuto rischia di farsi sentire ben oltre i confini regionali.

Redazione

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