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Ucraina, scatta il piano di Putin: maxi-offensiva di 60 giorni per conquistare l’Est. Allarme degli 007 Usa

Vladimir Putin sarebbe pronto a lanciare una nuova, massiccia offensiva nell’Ucraina orientale con l’obiettivo di conquistare definitivamente tutte le regioni occupate. Secondo quanto rivelato da fonti dell’intelligence americana, il piano russo si articola in una finestra temporale di 60 giorni, durante la quale Mosca intende spingersi fino ai confini amministrativi delle aree già parzialmente controllate: Donetsk, Lugansk, Kherson, Zaporizhzhia e Crimea.

A rivelare i dettagli è stato il portale statunitense Axios, che ha riportato anche i contenuti di una telefonata del 3 luglio tra Putin e Donald Trump. In quell’occasione, il leader del Cremlino avrebbe annunciato al presidente Usa la volontà di attuare un’escalation militare, alimentando i timori che l’ambizione russa vada ben oltre le regioni già annesse. “Vuole prendersi tutto”, avrebbe poi confidato Trump al presidente francese Macron, riferendosi all’intenzione di Putin di avanzare fino al Dnipro, nel cuore dell’Ucraina.

Il capo dell’intelligence militare ucraina, Kyrylo Budanov, ha definito “irrealistico” il piano di Mosca, in particolare riguardo alla totale occupazione del Donetsk. Ma la preoccupazione cresce, anche alla luce delle recenti dichiarazioni dell’ambasciatore russo a Londra, secondo cui “la Russia non vede alcuna necessità di fermarsi” e che “l’Ucraina dovrà arrendersi a condizioni peggiori se non accetta quelle attuali”.

Putin, dal canto suo, ha rincarato la dose durante un discorso a San Pietroburgo: “Tutta l’Ucraina appartiene alla Russia. Ovunque metta piede un soldato russo è terra russa”. Parole che aggravano il clima internazionale e rafforzano l’idea che la guerra potrebbe estendersi ulteriormente nei prossimi mesi.

Intanto, gli Stati Uniti si muovono su un doppio binario. Da un lato, Trump – deciso a non fornire più aiuti militari gratuiti a Kiev – sottolinea che le nuove armi saranno acquistate dai partner Nato, in particolare da Germania e Olanda. Dall’altro, l’inviato speciale Usa per il conflitto, Mr. Kellogg, si trova a Kiev per cercare di rilanciare un canale di mediazione. Il Cremlino ha confermato l’apertura a un terzo round negoziale, pur rifiutando una tregua nel frattempo.

Sul piano strategico, cresce anche la tensione tra i vertici militari europei. Il Regno Unito invita a costruire rifugi in vista di un possibile conflitto diretto con la Russia entro il 2030. Un allarme condiviso anche dai servizi finlandesi. La Romania, intanto, ha avviato l’acquisizione del sistema di difesa aerea Iron Dome, nel timore che il conflitto possa coinvolgere il fianco orientale della Nato.

Sul fronte operativo, l’Institute for the Study of War segnala un rafforzamento delle infrastrutture militari russe: nella base di Khalino, vicino a Kursk, sarebbero stati costruiti 10 bunker sotterranei, 12 strutture in cemento e 8 hangar per proteggere l’aviazione. Interventi analoghi sono stati rilevati anche in Crimea. Secondo gli analisti, si tratterebbe di una risposta alla spettacolare Operazione Spider Web dell’Ucraina, che ha colpito in profondità le basi russe con droni e incursioni mirate.

Mentre le armi e le dichiarazioni infiammano il fronte orientale, il mondo guarda con crescente apprensione a un conflitto che, dopo oltre tre anni, sembra tutt’altro che vicino a una conclusione.

Redazione

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