Come l’anno scorso, Mezzogiorno conquista il Palio del Gioco del Ponte, imponendosi nella sfida decisiva contro Tramontana e riportando il vessillo sulla sponda australe dell’Arno. Un risultato storico: non accadeva dal 1990 che Mezzogiorno vincesse per due anni consecutivi. Allora, tra il 1986 e il 1990, era riuscita nell’impresa per ben cinque anni di fila.
A decretare il successo è stata ancora una volta la “bella”, lo scontro finale tra le Nazionali delle due Parti, che ha chiuso la serata con un combattimento estenuante di 22 minuti e 26 secondi, iniziato alle 23:10. Mezzogiorno ha avuto la meglio al termine di un testa a testa accesissimo, in cui ha ribaltato un iniziale svantaggio di 3 a 1 nei primi quattro combattimenti.
La serata si era aperta con il vantaggio di Tramontana grazie alla vittoria di Santa Maria sui Dragoni (6’00’’). Mezzogiorno aveva subito pareggiato con il successo dei Delfini sui Mattaccini (10’48’’), ma Tramontana aveva allungato con i successi di Calci su Sant’Antonio (25’50’’) e San Michele su I Leoni (1’18’’), portandosi sul 3 a 1.
La svolta per Mezzogiorno è arrivata a cavallo delle 22:30, con due successi fondamentali: San Marco ha battuto I Satiri (6’04’’), e San Martino ha superato San Francesco (7’06’’), portando il punteggio sul 3 a 3. Poi, l’ultimo e decisivo scontro tra le Nazionali.
Presente all’evento anche l’assessore alle tradizioni storiche e all’identità di Pisa, Filippo Bedini, che ha ricordato un anniversario importante:
«Sono esattamente 90 anni dalla ripresa del Gioco del Ponte e dell’inizio dell’era moderna della nostra tradizione: era il 29 giugno 1935 quando, dopo una lunga interruzione, si tornò a disputare il Corteo storico e la battaglia sul Ponte».
Bedini ha sottolineato gli sforzi dell’amministrazione per il rilancio della manifestazione: «Dal 2019 abbiamo affrontato un percorso complicato, ostacolato anche dalla pandemia, ma oggi vediamo i risultati: le edizioni 2023 e 2024 hanno segnato progressi evidenti, e il 2025 ha confermato una crescita culturale, organizzativa e partecipativa. Dalle scuole alle conferenze, il Gioco è tornato a vivere tutto l’anno, come merita».
Con questa nuova vittoria, Mezzogiorno rilancia le proprie ambizioni per il 2026 e conferma la vitalità di un evento che, tra folklore, storia e spirito di comunità, continua a essere uno dei simboli più identitari di Pisa. E il Ponte di Mezzo, ancora una volta, è stato teatro di una delle sue più grandi battaglie.
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