Allarme della comunità scientifica: una guerra nucleare su larga scala tra potenze come Stati Uniti e Russia avrebbe conseguenze catastrofiche per l’intera umanità. Oltre alle vittime dirette, si rischia un inverno nucleare con carestie globali
In caso di una guerra nucleare su vasta scala, il bilancio delle vittime potrebbe essere di proporzioni apocalittiche. Secondo le stime di recenti studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali, come Nature Food, l’uso massiccio degli arsenali atomici oggi disponibili – circa 12.500 testate, in gran parte concentrate tra Stati Uniti e Russia – potrebbe causare la morte immediata di oltre 300 milioni di persone.
Ma sarebbe solo l’inizio. Le esplosioni nucleari solleverebbero nell’atmosfera enormi quantità di fuliggine e particelle che oscurerebbero il cielo per mesi, bloccando la luce solare e provocando un drastico calo delle temperature globali. Questo fenomeno, noto come “inverno nucleare”, potrebbe portare al collasso della produzione agricola mondiale, con conseguenti carestie su larga scala.
Gli scienziati parlano di fino a sei miliardi di morti in seguito alla fame, alle epidemie e al caos economico e sociale derivante dalla distruzione delle infrastrutture e dei sistemi sanitari.
Anche un conflitto nucleare “limitato”, come quello ipotizzato tra India e Pakistan, avrebbe effetti devastanti: secondo uno studio del climatologo Alan Robock, 100 esplosioni nucleari di potenza simile a quella di Hiroshima causerebbero fino a 125 milioni di vittime dirette e miliardi di persone colpite da crisi alimentari.
La comunità scientifica torna quindi a lanciare un appello per la riduzione degli arsenali nucleari e per una nuova stagione di diplomazia internazionale. “Non esistono vincitori in una guerra nucleare”, ricordano gli esperti, “solo vittime”.
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