Il conclave per scegliere il successore di Papa Francesco comincerà il 7 maggio. La decisione è stata presa durante la riunione delle congregazioni generali dei cardinali, svoltasi il 28 aprile.
Gli elettori si preparano a stabilirsi, fra una settimana, nella Casa Santa Marta, l’albergo vaticano che ospita i cardinali durante il Conclave. La congregazione dei cardinali è ora al lavoro per definire la “conveniente sistemazione” degli elettori, come previsto, mentre l’organizzazione pratica è l’ultimo problema rimasto in sospeso, indicando che l’elezione è ormai imminente.
La Costituzione apostolica Universi Dominici Gregis stabilisce che l’elezione del nuovo Papa debba avvenire entro 20 giorni dalla morte del predecessore, con un minimo di 15 giorni.
Il Conclave inizia con la celebre espressione “Extra omnes”, che indica che nessuno può più entrare nella Cappella Sistina. A votare saranno i cardinali elettori, ovvero quelli con meno di 80 anni. Durante il periodo di voto, dal 2005, i cardinali sono alloggiati presso la Casa Santa Marta e non possono utilizzare dispositivi elettronici o comunicare con l’esterno. Le votazioni seguono le regole stabilite da Papa Giovanni Paolo II nel 1996, aggiornate da Benedetto XVI nel 2007.
Dopo il 33° o 34° scrutinio, i due cardinali con il maggior numero di voti passano al ballottaggio, con una maggioranza qualificata dei due terzi necessaria per l’elezione. Ogni giorno ci sono due scrutini: uno al mattino e uno al pomeriggio.
Dopo ogni votazione, le schede vengono bruciate con un colorante per produrre la fumata. Se il nuovo Papa è stato scelto, la fumata sarà bianca, altrimenti sarà nera. Quando l’elezione è avvenuta, la fumata bianca esce dal comignolo e le campane di San Pietro suonano a festa, segnando l’inizio del pontificato. Il nuovo Papa, dopo aver accettato la nomina, si ritira nella “stanza delle lacrime” per vivere l’emozione dell’elezione.
Il voto si svolge in segreto. Ogni cardinale scrive il nome dell’eletto sulla scheda e giura di aver votato secondo la volontà divina. Al termine, i risultati vengono scrutati e verificati. Le schede vengono bruciate e l’additivo chimico modifica il colore della fumata.
Non è possibile prevedere quanto tempo impiegheranno i cardinali a scegliere il nuovo Papa, ma i Conclavi recenti hanno avuto una durata media di tre giorni. Il Conclave del 1922, che ha eletto Papa Pio XI, è stato il più lungo, durando cinque giorni. Al contrario, quello che ha portato all’elezione di Papa Francesco è stato uno dei più rapidi, con sole 5 votazioni in 24 ore.
Il primo giorno di Conclave prevede al massimo una votazione, mentre nei giorni successivi possono esserci fino a quattro scrutini al giorno. Se non si raggiunge una decisione entro tre giorni, i cardinali si prendono una pausa di riflessione e preghiera prima di continuare.
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