Prova ad amarmi
( 17-08-19L.633/41Proprietà Intellettiva Riservata )
Di Vincenzo Calafiore
11 Aprile 2025 Udine
“…. può anche darsi che il mare
questa notte abbia lasciato tra
gli scogli una bottiglia con un messaggio,
o poco più in là sulla spiaggia.
Non c’è luce sul mare, non c’è nessuna linea
sembra che mare e cielo siano una cosa sola.
Ma questo lo sanno pure i bambini
che giocano a rincorrere i gabbiani sulla riva,
che ci sono due mari: uno di sopra e uno di sotto!
Vide il sole sorgere in una pozza di mare
e pensò di poterlo contenere nelle mani ….
troppo grande per le sue mani.
Anthimos con quelle mani lavò il suo viso
e stranamente i suoi occhi spiccarono il volo
là dove l’amore fa volare , capì che poteva
ancora amare, ed è tutto! ”
Vincenzo Calafiore
Può anche darsi che il mare
questa notte abbia lasciato tra
gli scogli una bottiglia con un messaggio,
o poco più in là sulla spiaggia. Non c’è luce sul mare, non c’è nessuna linea sembra che mare e cielo siano una cosa sola. Ma questo lo sanno pure i bambini che giocano a rincorrere i gabbiani sulla riva, che ci sono due mari: uno di sopra e uno di sotto! Vide il sole sorgere in una pozza di maree pensò di poterlo contenere nelle mani ….
troppo grande per le sue mani. Levò in alto le mani nel cielo contenuto nei suoi occhi che stranamente spiccarono il volo ancora più in su, là dove i sogni attendono le nuvole per raggiungere il cuore
capì che poteva ancora amare, ed era tutto quello che voleva!
E’ domenica!
Le campane suonano a festa, esco da una porta e ne apro un’altra e un’altra ancora e ognuna mi fa entrare in un mondo diverso, dove vorrei rimanere; i gabbiani sono tutti lì, raggruppati sulla spiaggia, mi aspettano.
Tempo fa incontrai una donna sulla spiaggia, volevo dirle quanto fosse bella, provai a farmi capire con le mie parole, ma le parole non sono servite a niente; lei non si è fermata per ascoltarmi è andata via dritta per la sua strada. L’ho seguita, lavorava in un bar, faceva la cameriera.
Mi ricordo che un giorno mi sono preparato bene, ho indossato la mia uniforme blu con i gradi dorati sulle maniche, mi sono profumato con il dopobarba, l’ho messo anche sull’uniforme e sono andato da un fioraio.
Comprai un mazzo di fiori belli di tanti colori diversi, fiori di campo … ero molto emozionato, la prima volta che andavo a incontrare una donna dopo una vita da solo.
La guardavo da lontano, nascosto dietro l’angolo di un palazzo, era davvero bella, bella davvero; mi sono fatto coraggio e mi sono presentato a lei e le ho detto << Signorina, mi perdoni se la importuno, ma la sua bellezza mi ha trafitto il cuore, l’ho vista sulla spiaggia dove io vivo, mi siete passata davanti lasciando nell’aria una scia profumata che mai ho dimenticato. Lei non si ricorderà di me, ma la sua bellezza mi è rimasta negli occhi e nel cuore, tanto da non poter fare a meno di venire a trovarla … >> Le ho offerto i fiori, io mi chiamo Anthimos, le dissi.
Ero molto emozionato e avrei voluto dirle che mi piaceva un mondo, che avrei voluto fare con lei una famiglia.
Mi ricordo bene la sua reazione.
Mi ricordo bene quando vidi i miei fiori gettati a terra tra i tavoli, calpestati dai passanti.
Li ho raccolti tutti e sono andato via.
Durante la notte seduta sulla spiaggia, uno alla volta li ho regalati al mare.
Da allora continuo a stare lontano dalle donne. Ricordo le sue parole: vai a cercartela al mare la tua ragazza, vattene via!
Ho visto la mia vita scivolare come sabbia in fondo al mare.
“ Non so se Anthimos sia il suo vero nome o è il nome che lui si è scelto per questa vita, per questo mondo. Parlandogli l’ho chiamato con un altro nome, per errore, e lui mi ha risposto con molta tranquillità, una naturalezza tutta sua.
Ho capito che non ha un nome che gli appartiene, ne lui appartiene a un nome; si chiama con un nome adatto a ogni sua rappresentazione.
La sua baracca ha tante porte piantate a terra senza un ordine preciso un po’ ovunque intorno, porte di ogni tipo e colore portate dal mare.
Quando lui al mattino esce dalla baracca da una di queste porte, vede un mare e un orizzonte diverso,
vi lascia la notte inquieta, le sue tempeste. “
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