Politica

Alemanno: la verità è che le carceri sono sovraffollate e la riabilitazione è quasi sempre una chimera

Riceviamo e pubblichiamo, nel rispetto dell’ordinamento carcerario, questa nota di Gianni Alemanno. Ecco la sintesi del suo racconto, un diario dal carcere di Rebibbia.

Ecco una versione rielaborata con un titolo adeguato:

 

Giovedì scorso ho assistito a una scena inusuale tra le mura di una prigione: detenuti raccolti attorno ai tavoli, non per seguire una partita di calcio o una trasmissione popolare, ma per ascoltare un dibattito parlamentare. La speranza, nonostante le innumerevoli delusioni, li spingeva ancora a credere nella politica, ad attendere un segnale di attenzione per la condizione disumana delle carceri italiane. Ma quel segnale non è arrivato.

Il dibattito in aula, imperniato sulla mozione di maggioranza e su quelle dell’opposizione (Giachetti per PD, Azione, IV e AVS; D’Orso per M5S), ha seguito i soliti schemi prevedibili. Il centrodestra, pur riconoscendo formalmente l’importanza della riabilitazione, ha riaffermato la sua linea securitaria: “più i detenuti stanno in carcere, meglio è”. Le opposizioni, con poche eccezioni come Giachetti e la Boschi, si sono concentrate su attacchi al governo piuttosto che su proposte concrete, perdendo un’occasione per costruire un’azione trasversale.

Alla fine del dibattito, negli occhi dei miei compagni di cella si rifletteva solo delusione. “E allora?” mi chiedevano. “E allora niente. Non hanno capito, o non vogliono capire” ho dovuto ripetere. Perché, in un Parlamento composto perlopiù da deputati nominati dall’alto e non eletti dal popolo, conta solo la disciplina di partito, il messaggio da far rimbalzare sui media.

Una realtà fatta di carceri sovraffollati, dove la riabilitazione è quasi sempre una chimera, dove l’esperienza carceraria è solo una leva per moltiplicare la recidiva. Non solo: non ci si rende conto che prima ancora di inventare nuove leggi, bisognerebbe ottenere l’applicazione di quelle esistenti, che troppo spesso rimangono lettera morta con Tribunali di Sorveglianza ed educatori in grave carenza di organico (per non parlare di una Polizia penitenziaria ridotta allo stremo). Il centrodestra non sarà credibile finché separerà la sicurezza dalla legalità, limitando la sua battaglia sulla giustizia alle inchieste politiche. La sinistra, dal canto suo, continuerà a concentrarsi sugli attacchi al governo senza mai mettere in discussione il sistema nella sua interezza.

Se la politica fallisce su un tema “semplice” come le carceri, come potrà affrontare sfide ben più grandi, come le guerre, il futuro dell’Europa o il declino della globalizzazione?

Eppure, nonostante tutto, non ci arrenderemo. Anche da queste celle continueremo a far sentire la nostra voce.

Gianni Alemanno

Redazione

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