Officina Democratica, in una nota, mette in risalto il momento storico che si sta vivendo:
Nessuno di noi avrebbe mai immaginato che nel terzo millennio dopo Cristo, dopo tre guerre mondiali – l’ultima fredda – tornasse la politica guerreggiata nel cuore dell’Europa. Nessuno di noi avrebbe mai creduto, oggi, di assistere al tentativo di restaurare la più becera delle politiche coloniali. Ma soprattutto che i coloni questa volta saremmo stati noi europei.
Eravamo sicuri, ottimisti discepoli di Condorcet, che certe pratiche fossero ormai relegate alle pagine dei libri di storia o alle teche dei musei.
Eravamo certi che per la vecchia Europa la storia fosse finita: vivere indolentemente di rendita questo il nostro diritto acquisito. Noblesse oblige!
Il risveglio è stato brusco. La realtà impietosa. L’Europa è nuda!
Ma questa crisi è un’opportunità che non possiamo perdere. L’Europa si ripensi! Il futuro sono gli Stati Uniti d’Europa. La pace che per ottant’anni abbiamo conosciuto ha avuto un prezzo: una sovranità limitata.
Dobbiamo, noi europei, prenderci in mano il nostro destino, giocare un nostro ruolo nel mondo. Un’unica politica estera. Un’unica difesa.
Il piano proposto dalla Presidente della Commissione europea Von der Leyen, non può essere una soluzione definitiva: destinare risorse comuni aggiuntive alla difesa dei singoli paesi è uno spreco economico e di energie.
Attualmente, la somma delle spese militari di ogni singolo Stato dell’Unione Europea, è molto alta e tuttavia il procedere in ordine sparso non si è dimostrata una strada efficace.
La razionalizzazione della spesa, attraverso la messa in comune delle forze, potrebbe perfino permetterne una riduzione; avrebbe anche il beneficio di impiegare quelle stesse somme già adesso destinate alla difesa dai paesi membri, senza quindi sottrarre risorse ad altre voci di bilancio.
La soluzione Von der Leyen, però, è la risposta urgente ad un problema che non dà tempo; certamente non quello che pretende un’Europa buromacchinosa. E’ la risposta obbligata nella strutturazione attuale dell’Unione Europea. Questi nostri tempi non permettono incertezze e tentennamenti. I segnali vanno dati immediatamente.
L’Europa e l’Unione Europea devono comunicare al mondo intero che non intendono fare il vaso di coccio tra i vasi di ferro.
Adesso deve cominciare il lavoro serio per costruire una nuova Europa.
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