Politica

La Spagna scende in piazza per la casa: Madrid al centro della protesta

La Spagna torna a riempire le piazze. Madrid è al centro di una nuova grande mobilitazione sulla crisi abitativa, ma la protesta non riguarda soltanto la capitale: nel fine settimana del 3 e 4 ottobre sono state annunciate manifestazioni in più di 50 città, in una mobilitazione nazionale che mette al centro il diritto alla casa, il costo degli affitti e il problema degli sfratti.

A Madrid la giornata di protesta arriva dopo una settimana nella quale la Puerta del Sol è diventata il simbolo della mobilitazione. L’accampamento nato dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni, si è progressivamente allargato, trasformando una vicenda individuale in una protesta più ampia contro le difficoltà che milioni di persone incontrano nell’accesso a un’abitazione.

Madrid si mobilita

Sabato 3 ottobre la capitale è chiamata a una nuova manifestazione. Quattro grandi colonne partiranno alle 12 da Plaza de España, Atocha, Hospital de La Princesa e Glorieta de Emilio Castelar, attraversando diversi quartieri di Madrid per convergere a Cibeles, davanti alla sede del Comune.

A queste quattro colonne si aggiungerà quella degli accampati di Puerta del Sol, con partenza dall’area dell’Orso e del Corregidor. L’obiettivo è riunire in un’unica manifestazione realtà provenienti da differenti zone della capitale e anche dai comuni dell’area metropolitana.

La protesta madrilena era stata preceduta, nella notte tra venerdì e sabato, da un’altra manifestazione. Europa Press riferisce di migliaia di persone che hanno marciato dalla zona della Puerta del Sol verso Cibeles, mentre l’accampamento di Sol continuava a rappresentare uno dei principali punti di riferimento della mobilitazione.

Dalla capitale alle altre città

Ma il fenomeno non è confinato a Madrid.

Le organizzazioni degli inquilini e diversi collettivi sociali hanno convocato oltre 50 mobilitazioni in tutta la Spagna tra il 2 e il 4 ottobre. Le manifestazioni interessano grandi città e centri di dimensioni più ridotte, mostrando quanto il problema dell’abitazione sia diventato trasversale nel dibattito pubblico nazionale.

Le mobilitazioni coinvolgono, tra le altre, Siviglia, Bilbao, Vitoria, Pamplona, Valencia, Malaga, Saragozza, Alicante, Toledo, A Coruña, Cáceres e diverse città della Catalogna e delle Asturie.

In alcune località la protesta è accompagnata da accampamenti permanenti o temporanei. Il movimento nato a Madrid, dunque, sta assumendo una dimensione nazionale, con iniziative diverse ma accomunate dalla richiesta di interventi sulla casa.

Il voto del Congresso alimenta la protesta

La nuova giornata di piazza arriva inoltre dopo un passaggio parlamentare che ha aumentato la tensione.

Il Congresso spagnolo ha respinto due decreti legge in materia di abitazione. I provvedimenti contenevano, tra le altre misure, interventi destinati a proteggere gli inquilini vulnerabili dagli sfratti e a prolungare determinate forme di tutela dei contratti di affitto. Il voto negativo ha contribuito ad alimentare le proteste già in corso.

I sindacati degli inquilini sostengono che le misure fossero comunque insufficienti rispetto alla dimensione della crisi, ma le consideravano un intervento immediato sul quale costruire ulteriori politiche.

Dopo il voto parlamentare, la mobilitazione si è quindi intensificata.

Una protesta che guarda oltre gli affitti

Nelle piazze non si parla soltanto del prezzo degli affitti.

Le organizzazioni promotrici chiedono maggiore stabilità abitativa, protezione dagli sfratti e interventi sul mercato immobiliare. Tra le richieste avanzate dal movimento figurano anche una forte riduzione degli affitti, contratti di locazione a tempo indeterminato e misure nei confronti dei grandi proprietari e dei fondi immobiliari.

Alcuni collettivi hanno già iniziato a parlare di uno sciopero generale per la casa, utilizzando le manifestazioni del 3 e 4 ottobre come una nuova fase di pressione sulle istituzioni.

Non si tratta quindi soltanto di una serie di cortei isolati. Gli organizzatori puntano a trasformare le mobilitazioni in un movimento nazionale capace di mantenere alta l’attenzione sulla questione abitativa.

La strada, ancora una volta, diventa il luogo della protesta

Il dato più evidente di queste giornate è proprio la dimensione territoriale della mobilitazione.

Madrid scende in piazza, ma Madrid non è sola. Da nord a sud della Spagna, cittadini, inquilini, associazioni e collettivi hanno annunciato iniziative per riportare la questione abitativa al centro dell’attenzione pubblica.

La Puerta del Sol, con le sue tende e il suo presidio permanente, è diventata l’immagine più riconoscibile della protesta. Cibeles sarà invece il punto di arrivo della grande manifestazione madrilena del 3 ottobre.

La vicenda di Maricarmen ha fatto da detonatore, ma il movimento sostiene che il problema sia molto più grande di una singola storia personale. La protesta spagnola chiede che il diritto alla casa torni a essere una questione centrale nelle decisioni delle istituzioni.

E mentre le manifestazioni si moltiplicano, la domanda che arriva dalle piazze è destinata a rimanere al centro del dibattito nazionale: quanto può ancora durare una situazione nella quale una parte crescente della popolazione fatica a permettersi una casa?

Redazione

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