Oliviero Toscani, celebre fotografo e comunicatore di fama mondiale, si è spento oggi, 13 gennaio 2025, all’età di 82 anni. Ad annunciarlo è stata la famiglia con un breve comunicato: “Con immenso dolore diamo la notizia che oggi, il nostro amatissimo Oliviero ha intrapreso il suo prossimo viaggio. Chiediamo cortesemente riservatezza e comprensione per questo momento che vorremmo affrontare nell’intimità della famiglia. Kirsti Toscani con Rocco, Lola e Ali”.
Toscani era affetto da amiloidosi, una malattia che aveva reso pubblica, e si trovava ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Cecina, in provincia di Livorno. In un’intervista aveva raccontato con lucidità la sua battaglia contro la malattia, dichiarando di non temere la morte: “Basta che non faccia male. Ho vissuto troppo e troppo bene. Non ho mai avuto un padrone, uno stipendio, sono sempre stato libero”.
Fino all’ultimo, Toscani ha portato avanti la sua missione: provocare, far riflettere e scuotere le coscienze attraverso l’arte. La sua ultima apparizione pubblica risale a settembre 2024, durante la visita alla mostra “Photography and Provocation” al Museum für Gestaltung di Zurigo.
Con sessant’anni di carriera, Toscani ha trasformato la fotografia in un potente strumento di denuncia sociale. Dalle campagne per Benetton, come il bacio tra un prete e una suora o i volti dei condannati a morte, ai ritratti di celebrità come John Lennon, Andy Warhol e Muhammad Ali, ogni sua opera portava con sé un messaggio forte e spesso controverso.
Toscani non voleva essere ricordato per una singola immagine, ma per “l’insieme, l’impegno, la scelta etica, estetica e politica”. Questa filosofia ha ispirato il suo libro autobiografico “Ne ho fatte di tutti i colori”, pubblicato nel 2022, dove ripercorre il mondo che aveva immaginato e desiderato cambiare.
Nato a Milano il 28 febbraio 1942, Toscani aveva mosso i primi passi nella fotografia pubblicando sul Corriere della Sera a soli 14 anni. Dopo il diploma all’Università delle Arti di Zurigo, ha lavorato per riviste prestigiose come Elle, Vogue, e Harper’s Bazaar, collaborando con grandi maison di moda.
Nel 1982, con Benetton, arriva la svolta: i maglioni diventano lo sfondo per affrontare temi cruciali come l’uguaglianza, l’Aids, l’omofobia e la pena di morte. Nel 1991 fonda Colors, la rivista che anticipa discussioni su ambiente, razzismo e migrazioni, mentre nel 1994 dà vita a Fabrica, centro internazionale di ricerca sulla comunicazione.
Nonostante le polemiche che hanno spesso accompagnato il suo lavoro, Toscani ha continuato a lasciare un segno indelebile nel mondo della comunicazione visiva.
Oliviero Toscani lascia un’eredità immensa, fatta di immagini, idee e provocazioni che continueranno a ispirare generazioni future.
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