Abruzzo

Da Roma l’omaggio all’Abruzzo è partito con il profumo del muschio del presepe

Su proposta di Liliana Biondi conferito il Premio Speciale all’artista Maria Giovanna Narducci

 

ROMA – Il 15 dicembre scorso si è svolto a Roma, presso lo studio della nota pittrice Eugenia Serafini, il primo incontro dell’OMAGGIO ALL’ABRUZZO nell’ambito del Progetto #igrandidialoghinelweb. Poeti e pittori insieme per raccontare le bellezze delle città d’arte italiane, a cura di Anna Manna, ideatrice del Progetto.

Così ci ha dichiarato a telefono Anna Manna, subito dopo l’incontro. “Pomeriggio piacevolissimo nell’atelier di Eugenia Serafini. Incontro molto dolce, d’atmosfera. Mi ricorderò di questo pomeriggio. Poeti e Pittori così vicini da confondersi. Almeno nell’anima. Forse la poesia compie questi miracoli, così i colori hanno dipinto nell’aria un volo d’angeli che supera i dolori, l’angoscia della guerra, le paure. È Natale a via dei Marsi 11, i Dodici Poeti da oggi lanceranno i loro versi come stelle comete. Ha cominciato Liliana Biondi, con la sua poesia dedicata a Tocco da Casauria. Seguiranno poi i poeti che hanno dedicato i loro versi allo scrittore GENNARO MANNA: Mario Narducci e Daniela Fabrizi. E infine tutti i gruppi di poeti. Ma oggi il respiro era un respiro di festa. Ci sentivamo tutti a Tocco Casauria, al suo bellissimo mercatino di Natale. A ritrovare i sogni dell’infanzia, le statuine del presepe, il muschio profumato di natura.”

Liliana Biondi

 

Liliana Biondi è stata la protagonista della serata. La sua verve, la sua competenza letteraria, il suo charme hanno reso ancor più caloroso l’incontro, alla presenza di altri importanti poeti inseriti nel progetto. È stata sua la scelta della vincitrice per il lancio del Premio Speciale riservato ai Grandi incontri d’arte. Entusiasta del luogo del primo incontro, così Liliana Biondi – docente universitaria, scrittrice e critica letteraria – ha rivelato le sue emozioni.

 

Anna Manna, M .Giovanna Narducci, Liliana Biondi, Eugenia Serafini

Sono molto felice e fiera di aver proposto Maria Giovanna Narducci. – ha dichiarato la prof. BiondiBravissima, seria, riservata. Un’artista che merita molto. Ringrazio le carissime Anna Manna ed Eugenia Serafini per il Premio e per la deliziosa location che ieri ha ospitato l’evento culturale. Si è respirata un’atmosfera di inesprimibile levità. Ieri è stato un pomeriggio magico. Il sole ci ha portate a Roma in quel nido candido di luce, calore, colori, col suo piccolo soppalco-pulpito-scena-alcova, con le farfalle, i ventagli, le figurine, l’albero ellissoidale con tante poesie appese, e il bel libro di Eugenia Serafini sull’effimero, prefato dal caro Elio Pecora, membro di Giuria, come me, del Premio Letterario Internazionale Bper L’Aquila “Laudomia Bonanni”. Ripeto, sono felice di aver proposto Maria Giovanna Narducci. E, da menti raffinate, tutti avete colto subito che, sebbene non fosse nota, è un’artista che vale e che come molte donne di valore, sposate e con famiglia, possono cominciare a dare il meglio che hanno dentro, quando i figli sono cresciuti. Credo che le abbiamo dato un grosso input. E di questo ti ringrazio, Anna cara.”  

Liliana Biondi è stata partecipe, come poetessa, sia nell’Omaggio a Tocco Casauria che nell’Omaggio a Spoleto. Qui di seguito si riporta fedelmente la Laudatio che, da par suo e con grande slancio, Liliana Biondi ha fatto a motivazione del conferimento del Premio Speciale all’artista aquilana Maria Giovanna Narducci.

Maria Giovanna Narducci

«MARIA GIOVANNA NARDUCCI nasce nel 1974 ad Urbino, dove si è diplomata in Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti. Negli anni accademici ha conosciuto e frequentato tra gli artisti-insegnanti Fabio Mauri e Giuseppe Pulvirenti. Il desiderio di sperimentazione artistica l’ha portata a frequentare a Jesi, un corso di Restauro di Opere d’Arte Moderna, sotto la guida di Elio Marchegiani e del critico d’Arte Umberto Palestini, lavorando su opere d’arte cinetica. Tornata a L’Aquila ha conseguito la Specializzazione in Beni Storico-Artistici nell’Accademia Artistica di città e ha lavorato per molto tempo come Restauratrice. È docente di Disegno e Storia dell’Arte presso il Liceo Scientifico Statale “Andrea Bafile” dell’Aquila. Ha partecipato a mostre collettive in diverse città: Nativo (RI), San Vito Chietino, Ortona, (CH) Navelli, L’Aquila, città in cui ha tenuto anche una Mostra personale presso il Palazzetto dei Nobili, intitolata «Sesto senso». Aderendo all’arte del ’900, caratterizzata dalla compresenza di ricerche e tecniche artistiche varie, con attenzione particolare sulla capacità di utilizzo di materiali effimeri, Maria Giovanna Narducci ha scelto di assemblare elementi materici quali tela di iuta, spago, cera, fili d’oro e pittura, per ripercorrere un viaggio temporale di ricerca che si focalizza sul significato antropologico del filo e dei sui legami, intesi come attaccamento alla vita.

Prendendo spunto dal libro di Gilbert Durand Le strutture antropologiche dell’immaginario, l’artista si è interessata alla ricostruzione dei collegamenti possibili tra quelli che sono in generale gli archetipi del femminile e gli archetipi del legame. Questa ricerca ha prodotto connessioni con la capigliatura femminile, l’acqua che scorre, le dee lunari, le lunazioni fino ad arrivare al sangue mestruale. Letture sul folklore, il mito e il rito, raccontano sempre del mondo del femminile, nella su accezione positiva o negativa, rivestendo il ruolo di madre o strega. Come emerge da alcune letture fatte, il ventre femminile è considerato l’abisso, l’otre dei vizi, la perdizione dell’uomo dovuta al fascino femminile. Ma come suggerisce la tradizione cristiana, se Eva rappresenta il peccato, Maria, in contrapposizione è il ventre che partorisce, senza peccare, l’Assoluto, Dio, ed è colei che schiaccia il serpente, il peccato, affidando pertanto alla donna il potere disconfiggere il male. L’uroboro, l’immagine del serpente che si morde la coda, è l’archetipo femminile per eccellenza, è la dialettica materiale della vita e della morte. La morte che esce dalla vita e la vita che esce dalla morte.

Maria Giovanna Narducci “L’autre c’est moi”. Incisione calcografica, Acquaforte e puntasecca. 17×30 cm

Nelle “Miniature” Maria Giovanna tesse il destino dell’uomo e la speranza del divenire. Nell’utilizzo del filo d’oro nelle sue miniature, c’è l’intento di riproporre il messaggio delle icone bizantine, le cui foglie e i grandi fondi blu dovevano avvicinare direttamente e in una sola direzione “ascensionale” l’uomo a Dio. La femminilità diviene così positiva e non più negativa, proponendo il futuro e la speranza contro il peccato e la morte. Il filo, usato nei suoi quadri, contiene in sé proprio il significato degli attaccamenti, dei legami che, attraverso il suo dipanarsi, rimanda alla capigliatura femminile, all’onda del tempo senza ritorno, al ciclo lunare, al sangue mestruale, portatore di vita.»

Il prossimo appuntamento del Progetto #igrandidialoghidelweb sarà nei primi mesi del 2025 (gennaio o febbraio), con un incontro che vedrà protagonisti i poeti Mario Narducci e Daniela Fabrizi, con le loro liriche dedicate al poeta e scrittore abruzzese Gennaro Manna (Tocco da Casauria, 24 maggio 1922 – Roma, 11 aprile 1990), padre di Anna. Nello stesso incontro saranno presentate alcune poesie di Anna Manna. Infine è annunciata la prima edizione del Premio Internazionale “Gennaro Manna”, che si svolgerà a Roma nella seconda metà di maggio del 2025.

 

Goffredo Palmerini

Goffredo Palmerini

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