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Il leader secessionista Carles Puigdemont è apparso in pubblico a Barcellona ma non è stato arrestato

Stop alle operazioni di polizia della Catalogna per intercettare il leader secessionista Carles Puigdemont. Il Capo degli indipendentisti giovedì mattina è apparso in pubblico a Barcellona e poi ha fatto perdere le sue tracce riuscendo apparentemente ad eludere il mandato di cattura vigente nei suoi confronti. Nei fatti, per evitare tensioni, Puigdemoint non è stato arrestato.

Ufficialmente non si hanno notizie certe su dove si trovi l’ex Governatore della Catalunya. Secondo l’agenzia di stampa Efe, gli inquirenti ipotizzano che per permettergli di dileguarsi siano stati usati due veicoli e non escludono ulteriori arresti di persone che avrebbero collaborato con lui in tal senso, dopo quello di un agente già avvenuto nelle scorse ore.

Carles Puigdemont è apparso a Barcellona, dove, scortato da altri politici indipendentisti, ha raggiunto un palco allestito a poche centinaia di metri dal Parlamento regionale. “Oggi sono qui per ricordare che siamo ancora qui”, ha detto una volta presa la parola, “non abbiamo diritto a rinunciare, perché il diritto all’autodeterminazione è dei popoli”. Un corteo composto da manifestanti indipendentisti catalani ha accompagnato Puigdemont verso il Parlamento regionale a Barcellona, alla seduta per l’investitura del nuovo governatore. Puidgemont è apparso per la prima volta pubblicamente in territorio spagnolo da quando si era trasferito in Belgio nel 2017. “Da sette anni ci perseguitano per aver voluto ascoltare la voce del popolo catalano, da sette anni è iniziata una durissima repressione”, ha denunciato, una volta salito su un palco allestito presso l’Arco di Trionfo di Barcellona.

Jordi Cabré, un membro del team giuridico dell’ex governatore della Catalogna, in dichiarazioni alla testata digitale ‘El Nacional’, riprese dall’agenzia Europa Press, ha sottolineato che l’intenzione del leader non era né “di farsi arrestare”, né “di interferire nella seduta d’investitura” del nuovo governatore, in corso proprio in queste ore. “La sua missione era quella di poter esercitare i propri diritti come cittadino e come deputato eletto al massimo possibile”, ha sostenuto, ricordando che “il diritto di votare in questa seduta di investitura ce l’ha ancora”. Il legale ha anche consigliato di “non allontanare lo sguardo dalla Catalogna” per quanto riguarda gli sviluppi “dal punto di vista informativo” degli eventi legati alla politica catalana delle ultime ore.

Il premier Pedro Sánchez è “il principale responsabile dell’impunità” del leader secessionista catalano. È quanto sostenuto dal numero uno degli ultraconservatori di Vox, Santiago Abascal. “Il premier agisce come un miserabile, ed è responsabile della distruzione dello Stato di diritto in Spagna”, ha aggiunto Abascal, intervistato dalla testata El Debate. Secondo il leader di Vox, Sánchez agirebbe così in quanto “ha bisogno del sostegno” di politici come Puigdemont stesso, una persona che “si comporta come un delinquente comune”.

Redazione

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