Emilia Romagna

Ferrara. Marika Cucchiarini muore tamponata mentre era ferma al semaforo

La tragedia è avvenuta lungo la strada statale 16 Adriatica. Marika Cucchiarini, 45 anni, è rimasta coinvolta in un grave incidente nei pressi di San Nicolò, in provincia di Ferrara. In auto con lei c’erano suo figlio e altri tre ragazzi, tutti diciottenni. Marika Cucchiarini li stava riaccompagnando a casa dopo una serata in discoteca.

Marika lungo la strada si è fermata al semaforo provvisorio installato vicino a un cantiere stradale. Mentre attendeva il verde la sua Citroen C3 nera è stata tamponata violentemente da un altro veicolo, guidato da M.L., 24 anni, anche lui di ritorno da una serata in discoteca con gli amici. Il giovane se la sarebbe ritrovata improvvisamente davanti senza accorgersi dello stop.

La Cucchiarini è stata elitrasportata all’ospedale Maggiore di Bologna, dove è stata subito ricoverata nel reparto di Rianimazione. Dopo una giornata di agonia, il suo cuore ha smesso di battere. Gravi, ma non in pericolo di vita, anche i ragazzi che erano con lei, tutti trasportati in ambulanza all’ospedale di Cona.

Il conducente dell’automobile che ha travolto l’auto della mamma di 45 anni è risultato positivo all’alcoltest ed è stato arrestato su disposizione della Procura di Ferrara, finendo ai domiciliari. Deve rispondere di omicidio e lesioni stradali, aggravati dalla guida in stato di ebbrezza. Il suo arresto è stato convalidato dal gip del tribunale di Ferrara, che gli ha confermato la detenzione domiciliare.

Nel corso dell’udienza, il ventenne si è detto mortificato e distrutto. Al giudice ha detto di non aver frenato perché in quei tragici attimi non ha visto niente, sottolineando anche che il front assist della sua automobile, il sistema di sensori che avvisa di possibili collisioni, non si è attivato. “È distrutto lui, è distrutta tutta la sua famiglia per una vicenda drammatica che ha colpito anche noi difensori” fa sapere l’avvocato Carmelo Marcello che, insieme al collega Pasquale Longobucco, difende il giovane. “La difesa tecnica è doverosa e ci sarà al momento opportuno, ma ora è il tempo del silenzio e del dolore. Siamo vicini alla famiglia della vittima e a quelle dei ragazzi feriti” ha concluso l’avvocato.

Redazione

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