Lazio

Papa Francesco ha usato il termine frociaggine?

A lanciare la “notizia” era stato Dagospia, il sito di gossip firmato da Roberto d’Agostino. Papa Francesco avrebbe usato il termine frociaggine. Sarebbe successo lunedì 20 maggio, nell’incontro a porte chiuse tra Bergoglio e i vescovi italiani arrivati a Roma per l’assemblea generale. La questione riguardava se e in che misura ammettere nei seminari candidati dichiaratamente omosessuali. Il Pontefice, pur ribadendo come sempre la necessità di accogliere tutte le le persone, si è mostrato molto rigido sulla questione, ribadendo il suo no di contro alle aperture della maggioranza dei vescovi. Lo avrebbe detto a suo modo, usando un tono colloquiale e osservando che nei seminari “c’è già troppa frociaggine”.

L’uscita sarebbe stata accolta con qualche risata incredula. Sarà vero? La presunta “notizia” intanto sta facendo scalpore in nome del politicamente corretto che tanto piace ad alcuni ambienti intellettuali e antipapali. La questione dell’ammissione degli omosessuali al sacerdozio è un tema serio. La linea è sempre stata quella tracciata nel 2005 da una “Istruzione” della Congregazione per l’Educazione cattolica “circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri”. Nel testo si dice che non possono essere ammessi “coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay”.

I vescovi italiani hanno approvato a novembre, nell’assemblea di Assisi, un testo per regolamentare l’ammissione ai seminari, “Ratio formationis sacerdotalis”, che ancora non è stato pubblicato perché si attende il via libera della Santa Sede. Avevano approvato a maggioranza un emendamento che manteneva la distinzione tra il semplice orientamento omosessuale e le cosiddette “tendenze profondamente radicate”. Anche un omosessuale può essere ammesso purché dia garanzie, come un eterosessuale, di saper mantenere la disciplina del celibato. Il sottointeso è che per gli omosessuali è più difficile perché si troveranno a vivere per anni in una comunità maschile. Tuttavia il Pontefice, in base alle voci di corridoio, avrebbe una visione più radicale: le persone omosessuali non vanno ammesse nei seminari. Non una questione di discriminazione ma una conclusione elementare. La Chiesa Cattolica contempla l’amore tra uomo e donna. Che senso avrebbe per un religioso essere gay e predicare l’amore tra uomo e donna?

Redazione

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