Durante le quaranta settimane di gravidanza, la scelta dell’abbigliamento diventa un aspetto rilevante per il benessere psicologico e fisico della futura mamma.
Considerando che molte donne modificano aspetti significativi della propria vita durante la gravidanza, come il taglio di capelli o lo stile di vestizione, una guida su come vestirsi in gravidanza diventa utile, ma soprattutto su cosa scegliere.
Durante il primo trimestre, il peso della maggior parte delle donne non varia significativamente, ma la pancia inizia a prendere forma. Alla fine del terzo mese, si perde il punto vita e i vestiti precedenti diventano scomodi.
Il secondo trimestre – quello intermedio rispetto ai due che abbiamo citato in precedenza e per questo il più delicato per la scelta dell’abbigliamento – inizia dalla settimana 13: la pancia cresce notevolmente in questo trimestre, raggiungendo il livello dell’ombelico alla settimana 20. È consigliato investire in capi di qualità che possano accompagnare la futura mamma durante tutta la gravidanza e anche successivamente.
In questa guida parleremo di due aspetti fondamentali dell’abbigliamento premaman: l’intimo, che non deve creare fastidio alla pancia e i materiali che devono essere naturali.
Una soluzione con cui non si sbaglia mai durante la gravidanza è indubbiamente una linea di intimo premaman senza cuciture, preferibilmente se in materiale morbido e traspirante, capace di offrire un sostegno delicato e un maggiore comfort durante questo periodo di forti cambiamenti fisici.
I modelli a vita alta o bassa, insieme a fasce contenitive e guaine, alleviano i dolori e i fastidi, garantendo il massimo benessere alle donne in dolce attesa.
La sensazione di libertà di movimento e l’assenza di fastidiose cuciture fanno di questi capi una scelta ideale per chi cerca un’esperienza di vestibilità senza precedenti.
Nel vestire durante la gravidanza, è consigliabile optare per materiali morbidi, pratici e naturali come cotone, lino, seta, lana e viscosa, preferibilmente ipoallergenici.
Da evitare sono i tessuti sintetici e poco traspiranti. I tessuti naturali, composti da fibre vegetali o animali, sono durevoli e biodegradabili, ma è importante verificarne la purezza per agevolare lo smaltimento e il riutilizzo.
Le certificazioni tessili attestano la produzione sostenibile, considerando aspetti sociali, ecologici e vegani. Mescolare fibre naturali, come lino con seta o lana, offre non solo accostamenti pratici ma anche un’alternativa a vestirsi a strati. Questa scelta, insieme alla termoregolazione offerta dai tessuti naturali, rende possibile indossarli in molteplici stagioni.
Il lino, tessuto antico, offre comfort e freschezza in estate con proposte come tuniche e abiti lunghi, mentre blazer destrutturati e completi sono adatti dalla primavera all’autunno. La canapa, definita la “regina dei tessuti”, offre sostenibilità e varietà di abiti grazie alle nuove tecnologie.
Il cotone biologico, più sostenibile rispetto al cotone comune, è consigliato per t-shirt, felpe, abiti e biancheria intima. Il cotone egiziano, Sea Island delle Barbados e Pima peruviano sono di qualità superiore.
La juta, considerata la “fibra d’oro”, offre riflessi lucenti e dorati, mentre la seta, di origine animale, presenta alternative green come la seta organica o biologica e il cupro.
Il lavaggio e la manutenzione variano a seconda del tessuto, ma in generale, l’attenzione a certificazioni e mescolanze consente una scelta sostenibile, versatile e soprattutto comoda nell’abbigliamento durante la gravidanza.
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