Toscana

Medici, Ordine Firenze: servizio sanitario in crisi? Ecco come possiamo fare la nostra parte

“Mancanza di fondi, cronica carenza di personale, liste d’attesa chilometriche. Il sistema sanitario nazionale si avvicina a grandi passi verso il punto di non ritorno. Ma cosa possiamo fare noi medici per contribuire a migliorare una situazione così complicata?”.

E’ al tempo stesso una riflessione e un appello quello rivolto ai colleghi da Andrea Vannucci, membro del Consiglio dell’Ordine dei Medici di Firenze e professore a contratto di programmazione, organizzazione e gestione delle aziende sanitarie all’Università di Siena, in un articolo pubblicato su “Toscana medica”, rivista dell’Ordine (https://www.toscanamedica.org/i-medici-possono-contribuire-a-costruire-la-fiducia-nel-sistema-sanitario/).

“I medici – spiega Vannucci – giocano un ruolo fondamentale nel contribuire ad aumentare la fiducia nel sistema sanitario pubblico. Bisogna comunicare in modo chiaro e comprensibile con i pazienti, spiegando diagnosi, trattamenti e procedure in modo accessibile. Fornire, poi, informazioni educative sui comportamenti preventivi, stili di vita sani e sulla gestione delle malattie. Riconoscere e affrontare gli errori in modo aperto e trasparente, dimostrando responsabilità. Promuovere una cultura della sicurezza e della qualità all’interno dell’ambiente di lavoro”.

“La fiducia è il collante che tiene insieme le società e i sistemi sanitari. Ma sempre più spesso le persone non si fidano del fatto che i servizi sanitari forniranno loro quanto necessario – sottolinea Vannucci -. Per la prima volta nella storia del servizio sanitario nazionale, il settore pubblico non è più la prima scelta dei professionisti. Molti giovani, sempre meno disposti ad accettare condizioni di lavoro dure e poco gratificanti, preferiscono andare all’estero o lavorare come liberi professionisti. Oltre il 40% dei medici si dichiara insoddisfatto della propria situazione professionale”.

“Il sistema sanitario pubblico può migliorare con una serie di azioni mirate per affrontare le preoccupazioni e le percezioni negative – suggerisce il professor Vannucci -. Intanto bisogna fornire informazioni chiare e accessibili sulla qualità dei servizi sanitari, le politiche di sicurezza e gli standard di cura. Cercare di coinvolgere la comunità nelle decisioni relative alla salute pubblica, creando uno spazio di partecipazione per ascoltare i bisogni e le preoccupazioni della popolazione con incontri pubblici, forum e tavoli di discussione. Implementare i programmi di monitoraggio della qualità per garantire che gli standard sanitari siano rispettati, pubblicando rapporti sulla qualità dei servizi e sulle misure adottate per migliorarli. Fornire informazioni trasparenti sui finanziamenti del sistema sanitario pubblico. Comunicare tempestivamente con il pubblico durante situazioni di emergenza”.

Redazione

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