Le paralisi del sonno sono dei fenomeni dissociativi che rientrano nella categoria delle parasonnie: comportamenti anomali che si verificano durante l’ingresso nel sonno, nella fase di riposo o al risveglio.
Questo genere di paralisi compromette in maniera importante la qualità di vita di chi ne soffre, giacché il loro manifestarsi arriva spesso in maniera inaspettata e dunque poco controllabile. Questa condizione di per sé spaventosa può essere benigna in quanto può rappresentare un campanello d’allarme nei confronti del nostro stile di vita.
Durante le paralisi del sonno sono caratterizzate da un irrigidimento involontario dei muscoli, che può arrivare fino alla completa impossibilità di parlare, muoversi e reagire. Seppur da svegli e completamente coscienti.
Anche se in buona percentuale si tratta di episodi sporadici, sovente legati a momenti di particolare tensione e stress psico-fisico, non è raro che le crisi di paralisi si prolunghino per svariati mesi, talvolta anche anni, andando a minare la sicurezza di un riposo sereno, ma anzi facendo diventare le ore notturne un vero e proprio incubo ad occhi aperti.
Ecco alcune caratteristiche tipiche:
Le possibili cause nello sviluppo di paralisi ipnagogiche sono molte e vanno da abitudini e stili di vita sregolati e senza orario a fattori di predisposizione genetica, passando indubbiamente da un’importante fetta della casistica complessiva legata a fenomeni di stress e ansia.
Questo genere di disturbo infatti capita spesso quando si vive momenti della vita particolarmente frenetici, impegni e troppo lavoro possono farci ridurre troppo il tempo per dormire e per prendersi cura di s’è ed ecco che possono capitare le paralisi del sonno.
Per quanto riguarda proprio stress ed ansia c’è da dire che sia i possibili eventi traumatici scatenanti (lutti, rielaborazione di grosse crisi personali, incidenti) così come l’abuso di sostanze stupefacenti, il consumo eccessivo di alcol o caffè e l’utilizzo continuo di laptop o smartphone nelle ore notturne possono aumentare la possibilità che le paralisi si verifichino.
Anche se un episodio di paralisi del sonno si risolve principalmente in maniera spontanea e non dura troppo tempo, è assolutamente necessario non sottovalutare questo fenomeno, discuterlo con un esperto del riposo e soprattutto cercare di studiare approfonditamente le ragioni – spesso “nascoste” nel proprio background emotivo – in modo da tornare ad avere un riposo più sereno e duraturo.
Non esistono cure o sonniferi specifici per risolvere la paralisi del sonno perché non è considerata una vera patologia, si può però agire sulle cause principali: Regolare il ritmo circadiano attraverso buone abitudini e ridurre lo stress ed eventualmente l’ansia.
Può capitare che per trattare questo disturbo venga prescritto farmaci ansiolitici, ipnotici o benzodiazepine, tuttavia, è importante sottolineare che l’uso di farmaci è abbastanza controverso.
Esistono diverse erbe e rimedi naturali che possono aiutare a promuovere il sonno e a ridurre l’ansia e lo stress, che a loro volta potrebbero contribuire a ridurre l’incidenza della paralisi del sonno. Ecco alcuni sonniferi naturali che potrebbero essere utili:
Abbiamo chiarito il disturbo della paralisi del sonno e il potenziale della canapa con l’esperto del sonno di Greenorganics: Scoprendo che gli esperti stimano che poco più del 7% della popolazione mondiale soffra di paralisi del sonno e le persone in età lavorativa 20-45 anni sono le più colpite.
Le parasonnie vengono considerate a tutti gli effetti dei disturbi del sonno ed impattano – in maniera più o meno violenta, ripetuta o costante – la salute e il benessere psico-fisico di chi ne soffre.
Esse possono essere legate a stati di ansia, stress o panico dal momento che il fattore emotivo è particolarmente collegato con il sonno ed il ritmo-circadiano.
Sono in corso diverse ricerche che esprimono parere positivo sul potenziale dei cannabinoidi nel trattare la paralisi del sonno, sostanze come il cannabidiolo (CBD) che non ha alcun effetto psicotico ma che invece interagendo con i nostri recettori del sistema endocannabinoide aiuta a rilassarci e supporta l’organismo alla naturale risposta all’ansia e lo stress. Inoltre il cannabidiolo può supportare l’organismo alla produzione di serotonina e di conseguenza alla melatonina, alcune ricerche hanno infatti visto un aumento della fase REM nei soggetti del test che avevano assunto il CBD.
Rimanere in piedi troppo a lungo, non riposare a sufficienza e per un periodo lungo può portare a degli squilibri e degli sbalzi umorali che possono poi sedimentarsi, amplificarsi, andando a generare tensioni anche molto forti che ci rendono più fragili e vulnerabili.
Quando si inizia a vivere sporadici paralisi del sonno, è sempre consigliato farsi un check emotivo, ridurre i ritmi di lavoro e prendersi del tempo per rilassarsi.
Se invece è da tempo che questo disturbo è un peso e non riuscite a trovare pace la notte, cercate il supporto di un professionista del sonno e optate l’integrazione di un sonnifero naturale che non porta effetti collaterali come invece potrebbero causare alcuni farmaci.
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