Esteri

Raid Usa in Siria e Iraq: colpiti oltre 85 obiettivi, ci saranno ulteriori risposte

Gli attacchi americani contro obiettivi filoiraniani in Iraq e Siria si sono svolti nell’arco di 30 minuti e “sono stati coronati da successo”. A riferire dei raid notturni è stata la Casa Bianca. Secondo il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale John Kirby agli attacchi hanno preso parte diversi aerei, tra cui i B-1. «Ci saranno ulteriori risposte», ha poi avvertito. Nei raid Usa in Siria e Iraq di questa notte sono stati colpiti oltre 85 obiettivi. La replica di Baghdad non si fa attendere. Per l’Iraq le conseguenze saranno nefaste.

Sono oltre venti i morti causati dai raid statunitensi in Iraq e Siria, in base a quanto riportato dall’Osservatorio siriano per i diritti umani e da fonti mediche dell’ospedale iracheno di Qaim, in Iraq. In Siria ci sarebbero stati – secondo l’Osservatorio – almeno 18 morti nei raid, che avrebbero colpito 17 postazioni vicino a Mayadin – uno dei grandi centri operativi nell’est del paese – e Bokamal, a tre chilometri dalla frontiera con l’Iraq. Gli attacchi in Iraq hanno preso di mira la provincia occidentale di Anbar, dove fonti mediche dell’ospedale generale di Qaim hanno confermato all’agenzia curdoirachena Rudaw la morte di almeno 3 persone ed il ferimento di altre 25. Tra le vittime, secondo fonti dell’agenzia, potrebbe esserci il capo della divisione logistica delle Forze di mobilitazione popolare, coalizione di milizie paramilitari filoiraniane in Iraq, Abás al Darayi.

Redazione

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