Le rondini
Vincenzo Calafiore
Chissà perché, per parlare del dramma della migrazione, l’approdo di migliaia di fuggiaschi all’isola greca di Kos, abbia pensato alle rondini o agli uccelli migratori che si fermano sull’isola di Ventotene,( Mar Tirreno ) tappa essenziale, importante, delle migrazioni di uccelli.
Mi sono reso conto di quanto siano adatti, questo titolo e l’argomento migranti umani.
Penso alle enormi distanze che coprono, le traversate più pericolose sono quelle del Mediterraneo e del Sahara: esattamente come i migranti umani. Se sbagliano vento, sono morti. Le isole Ventotene, come Lampedusa o Kos, offrono loro una sosta preziosa durante la traversata.
Come gli uccelli i migranti umani affrontano i pericoli di una morte probabile, per scampare a una morte certa.
Gli uccelli migrano per due ragioni essenziali. La prima è, naturale: la ricerca di nuovi territori in cui nidificare e riprodursi, nutrirsi e sfuggire ai climi estremi.
La seconda è anch’essa naturale perché anche gli umani appartengono alla natura, cosicché la si potrebbe chiamare causa umana.
Le mutazioni “ antropiche “ possono influire o sconvolgere le rotte degli uccelli migratori … questo suggerisce ad una attenta osservazione che le due cause delle migrazioni degli uccelli sono uguali a quelle degli umani che vengono divise fra migranti –economici – e profughi.
Gli umani migrano da sempre come tutte le specie viventi; immaginare di porre fine alle migrazioni umane è come voler impedire alle rondini di andarsene e tornare.
Le migrazioni –economiche – le carestie, la fame, la ricerca di una vita migliore, sono quanto di più naturale esista, e basterebbe che ci ricordassimo di quanto fummo noi migranti.
Diventa praticamente di vitale importanza a far finire le guerre nei paesi di origine e a circoscrive con qualsiasi mezzo i promotori, dall’Afganistan alla Siria alla Libia; far finire le dittature spietate, è questo che vale.
Bisogna contrastare l’invasione dei migranti che ci invadono da Sud, Magrebini e
nord-africani, dal mare a bordo di barche e barchini, gommoni, con qualsiasi cosa che galleggi guidati da delinquenti; e arrivano da noi, lasciandosi dietro una scia di morti annegati e abbandonati senza sepoltura e senza rimpianti.
Perché non si può rimpiangere chi ha pagato per intraprendere questa crociera dell’orrore.
In fuga dalle guerre e dalla fame. Non si può rimpiangere chi non ha volto, chi è senza patria; se gran parte di queste persone disperate o illuse partono dalla Libia, che colpa ne abbiamo noi … Italia?
Se veniamo invasi, noi ci dobbiamo in qualche modo difendere?
E’ giusto contrastare l’invasione ed è giusto difenderci non solo dall’Africa ma anche dall’Europa che impone le sue regole, le sue politiche, ma non è disposta a condividere i costi delle scelte “ Comunitarie “.
La verità è che viviamo tempi difficili e indecifrabili dove si fatica a individuare il pericolo, a dargli un nome e un volto. Per questo la sfiducia cresce e si diffonde in modo rapido e profondo, il timore dell’immigrazione, in tema di sicurezza è esploso.
Il problema è che ci sentiamo indifesi, senza autorità che protegga i confini, senza ideologie che ci offrono certezze, ma soprattutto senza confini. Perché senza confini perdiamo identità e l’identità serve a distinguere noi dagli altri, servono a capire di chi ci possiamo fidare , a separare gli amici dai nemici.
Senza confini non riusciamo più a riconoscere gli altri e noi stessi, va a finire di venire assaliti da un forte senso di impotenza dinanzi a un esagerato flusso quotidiano di migranti, amplificato minuto per minuto dai media, sbarco dopo sbarco, strage dopo strage … la pietà?
E’ un sentimento irrazionale, è materia di fede, e se ne dovrebbe occupare la chiesa e i pietosi di professione
Noi dovremmo per arrestare l’invasione, difendere i nostri confini, la propria identità, per tornare padroni a casa nostra, presidiare le frontiere, i mari del Sud, allargando allo stesso tempo le distinzioni e le distanze dall’Europa.
La Camera dei Deputati ha approvato questa mattina il disegno di legge delega sul nucleare…
A Perugia il confronto tra Andrea Emo e Anselm Kiefer: «Creare significa anche distruggere» «L’arte…
PERUGIA – L’artigianato come chiave di lettura della relazione tra persone, oggetti e memoria. È…
Arriva ad Ancona, dopo il successo nelle principali città italiane, dalla Campania all’Abruzzo, uno dei…
«La sanità della Valnerina inizia una nuova vita». Con queste parole la sindaca di Monteleone…
Quando si organizza un viaggio di gruppo, un trasferimento aeroportuale o uno spostamento aziendale, comfort…