La sicurezza sul lavoro è un tema ben disciplinato dal legislatore e dai codici. Buona parte delle norme coinvolgono i DPI, i cosiddetti Dispositivi di Protezione Individuale, il loro utilizzo e la loro gestione. Spesso, quest’ultima si riferisce alla manutenzione tramite il lavaggio, in quanto buona parte dei DPI sono in realtà degli abiti, uniformi, divise.
Ne parliamo qui, fornendo qualche informazione sulla gestione e sulla “manutenzione” dei dispositivi di protezione individuale, operando una distinzione tra le varie categorie. In chiusura di articolo introdurremo TL Divisione Tessile, uno dei punti di riferimento per il noleggio e per il lavaggio indumenti da lavoro.
Gli abiti da lavoro in molti casi vengono considerati come DPI, dispositivi di protezione individuale. Ciò accade quando non si limitano a identificare il lavoratore come tale o a supportare il professionista nella sua attività, ma sono pensati anche per prevenire rischi e ridurre le conseguenze in caso di incidente.
Gli esempi sono numerosi. Sono DPI le divise dei pompieri, in quanto ignifughe e quindi capaci di minimizzare le conseguenze dell’esposizione al fuoco. Sono DPI gli “scafandri” che proteggono il personale ospedaliero dalle infezioni e via discorrendo.
La gestione degli indumenti DPI è fondamentale in quanto preserva da un lato la funzionalità degli stessi, e quindi l’effettiva capacità di proteggere, e dall’altro garantisce ulteriore sicurezza. Alcuni DPI vengono contaminati con una certa continuità, e quindi possono diventare a loro volta pericolosi.
Ovviamente, ogni DPI presenta le sue peculiarità e impone specifiche tecniche di “manutenzione”. E’ importante, in questo caso, rispettare le indicazioni del produttore e fare riferimento alla normativa, specie quando entra nel dettaglio della questione lavaggio.
Vale la pena citare alcuni casi emblematici, ovvero parlare di alcuni tra gli indumenti DPI più comuni, e che garantiscono la sicurezza sul lavoro di professionisti che, in loro assenza, verrebbero esposti a rischi fatali: gli abiti di lavoro ad alta visibilità e le tute ignifughe.
I primi vengono indossati da chi lavora di notte in strada a lunga percorrenza, oppure per chi opera in contesti attraversati da veicoli potenzialmente pericolosi. Pensiamo ai lavoratori dei cantieri edili, piuttosto che al personale aeroportuale.
Le seconde, invece, vengono indossate dai pompieri e da chi lavora a contatto con il fuoco.
I lavaggi dei capi ad alta visibilità devono essere effettuati in contesti industriali, mediante l’impiego di attrezzature e detergenti specifici. Lo scopo infatti non è solo quello, piuttosto banale e scontato, di pulire i tessuti, ma anche di preservare la fluorescenza e l’integrità delle bande, che poi sono gli elementi che garantiscano fattivamente la visibilità.
Il lavaggio delle tute ignifughe è altrettanto complicato. Vi è infatti il rischio che alcuni prodotti compromettano le performance dei tessuti, soprattutto in relazione alla resistenza al fuoco. In questo caso, è bene evitare temperature superiori ai 60 gradi, candeggine, amidi e detersivi che contengono il perossido di ossigeno.
Il consiglio è di affidarsi a terzi per il lavaggio degli indumenti DPI. I motivi sono almeno due: si avrà la ragionevole certezza di ottenere un servizio professionale e quindi di qualità; si potrà delegare la responsabilità della manutenzione dei DPI, e quindi garantire la sicurezza sul lavoro senza rischi per la propria attività.
A chi affidarsi? Tra le aziende più rinomate spicca TL Divisione Tessile. Si occupa di lavaggio, manutenzione e gestione dei dispositivi DPI. Mette a disposizione anche il servizio di noleggio degli abiti da lavoro, quanto mai utile soprattutto per le attività che vogliono esternalizzare completamente la mansione aziendale che riguarda le divise e i DPI. Gestisce anche una vasta gamma di certificazioni tra cui: l’antimpigliamento (UNI EN 510), l’antistatico (UNI EN 1149/5), l’antifreddo (UNI EN 14058 – 342), l’antiacido (UNI EN 13034), l’impermeabile (UNI EN 343), l’antibatterico (UNI EN 20645) , l’ignifugo (UNI EN 11612), l’alta visibilità (UNI EN 20471) e altro ancora. Insomma, si propone come un alleato a trecentosessanta gradi per chi vuole garantire la sicurezza sul lavoro.
E’ un’azienda storica, che opera da svariati decenni, dunque in possesso di un importante know-how. Interagisce quotidianamente con aziende afferenti ai più svariati settori: alimentare, siderurgico, chimico, farmaceutico, galvanotecnico e altro ancora.
E’ anche un’azienda “estesa”, nel senso che opera in un territorio molto vasto. Copre l’Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, la Lombardia, il Piemonte, il Trentino Alto Adige, il Veneto.
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