Si chiude un drammatico epilogo, un “film” dell’orrore. Purtroppo, abbiamo appreso la notizia che la piccola Elena è stata trovata priva di vita. Siamo profondamente addolorati, ci abbiamo sperato fortemente ad un lieto fine, ma così non è stato.
È stata la stessa madre a commettere l’atroce omicidio, ha confessato.
La donna crolla. I militari vanno in via Euclide a fare un sopralluogo per i rilievi scientifici. Ed è lì che Martina Patti, sotto pressione, alza la testa e ammette: “Vi porto da Elena”. In via Filippo Turati, a pochi passi dalla villetta a due piani di casa sua, in un terreno incolto, tra la sciara, trovano il corpicino della piccola. “Era parzialmente seppellito, all’interno di cinque sacchi neri”, spiega Rino Coppola, comandante dell’Arma di Catania, ai giornalisti. Accanto al cadavere un piccone e una zappa da giardinaggio che si è portata dietro.
L’avrebbe uccisa con più fendenti. Alla gola, all’orecchio e poi alla spalla. Almeno quattro coltellate. Poi ha preso il cadavere della piccola Elena, a luglio avrebbe compiuto cinque anni e lo ha messo all’interno di un sacco nero. Anzi di cinque sacchi neri. Poi con una zappa da giardinaggio l’ha parzialmente seppellita in un terreno della sciara dell’Etna. Così Martina Patti, rea confessa, avrebbe ucciso la figlia Elena Del Pozzo.
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