Friuli Venezia Giulia

La democrazia in Italia ormai è finita, morta!

Vincenzo Calafiore

La democrazia in Italia ormai è finita, morta!

Questa parola “ Democrazia “ greca nella sua origine si compone da: Dèmos, popolo, e

Cràtos, potere, etimologicamente ha il significato: governo del popolo.

Da quando Pericle nel 461 a.c. fece il suo discorso agli Ateniesi su cosa fosse e come la democrazia venisse applicata ad Atene sono trascorsi 2500 anni!

E’ diffusa e ormai ben radicato in Italia, un concetto che è un colossale equivoco, volutamente perseguito con costanza negli anni, da chi vi ha interesse, per il quale si crede che  “ Democrazia “ sia solamente quel posto nel quale il popolo scelga chi lo deve governare mediante le “ elezioni “ .

A tale assunto ( elezioni ) andrebbero opposte, delle obiezioni.

Quando i cittadini sono chiamati alle  – elezioni – ormai non votiamo più chi deve governarci;  i cittadini elettori non sono liberi di scegliere e votare per chiunque, ma solo coloro indicati dai partiti, dal fortissimo potere dei partiti, potere avvallato da una legge elettorale che non consente al cittadino non solo di esprimere un voto di preferenza per quei personaggi indicati dai partiti, ma neppure tra quelli il popolo può scegliere chi più piace.

In poche parole, oggi, in Italia sono i partiti a decidere ancor prima delle elezioni chi deve andare in Parlamento, assegnandogli un posto chiave, nelle sedi dei poteri.

Bisogna anche osservare che la democrazia non è solo un metodo scelto da chi governa, ma soprattutto  è un metodo di esercizio del potere o strapotere che sia.

Se ad esempio si dovesse scegliere fra vivere in un paese  nel quale il capo del governo viene scelto con libere elezioni, ma poi governerebbe come  lui vorrebbe, facendosi le leggi che più gli servono a rafforzare il suo potere e abrogando quelle non gradite. O vivere in un paese nel quale governa un governo acquisito per successione, che però governa nel rispetto di precise regole … ognuno sceglierebbe il secondo Paese, perché più democratico del primo, questa è logicità.

Dunque la democrazia è principalmente, un metodo preciso tutto del potere; anche la legge è un mezzo o strumento che si voglia del potere, la legge è uguale per tutti … almeno così dovrebbe essere. In democrazia quindi la legge è un valore e il potere è lo strumento della legge.

Il Parlamento dovrebbe essere – sovrano – ed è il Parlamento a decidere cosa sia giusto da fare e il Governo dovrebbe attuare o mettere in pratica quanto è stato deciso dal Parlamento.

Ma oggi purtroppo il potere  o lo strapotere della politica non si chiede affatto se sia giusto o legale ciò che sta facendo, ma fa delle leggi opportune che gli permetteranno di fare ciò  – vuole  – fare. E questo non è buono. Così non è lo Stato al servizio della legge, ma è esattamente l’inverso: la legge è al servizio dello Stato; sta di fatto che oggi è il Governo a decidere e il Parlamento glielo permette facendo le leggi giuste al caso per caso.

Oggi il potere non è nelle mani di una sola persona come ad esempio nel caso di Pericle, oggi è nelle mani di più persone.

In definitiva il potere giudiziario possiede strumenti esclusivamente repressivi; il potere politico studia e lavora per fare delle leggi ad personam, urgenti, per salvare il potente di turno, e per rendere il sistema giudiziario innocuo nei suoi confronti, che non possa nuocere insomma. Contro invece è pugno di ferro per i poveri diavoli che vi incappano.

In Italia non c’è un’opposizione, c’è solo una modalità di spartizione del potere: siamo forse l’unico paese in cui è possibile ai partiti dirsi contemporaneamente, partiti del governo e partiti di opposizione.

In definitiva, quella che oggi erroneamente viene chiamata o detta: democrazia, altro non è che un metodo di relazione fra i partiti o associazioni come meglio si vuole intenderli.

Ma sappiamo anche che l’Italia è il paese in cui per avere quello che tocca di diritto, lo si chiede a un uomo potente, così vale nei concorsi pubblici, e in tutti quei posti di lavoro che vi si accede tramite  bando di concorso.

Dunque è sbagliato di pensare che andando a votare si cambino le cose, queste non cambieranno mai più; potrebbero cambiare invece se si cominciasse a educare diversamente le future società, così anche la classe politica sarà di conseguenza migliore.

Indipendentemente dal pensiero politico, o del colore di partito, i cittadini che vivono in questa società, possono constatare di prima mano come tutti i giorni la democrazia venga usata e strumentalizzata a compiacimento da una  politica sempre più sterile e piatta, sempre più nei propri interessi di classe, di benessere, e di godimento di beni liberamente o arbitrariamente acquisiti.

Cittadini facenti parte di questa società e del Governo, fanno spropositato uso del potere atto al miglioramento del loro status, violando  le più elementari regole che questo popolo ha voluto nella sua Costituzione.

Concludendo devo riconoscere che la nostra Democrazia è finita, pur conoscendone le sue origini e il suo grande  significato è per noi soltanto che una parola, e parola rimarrà di fatto.

Bisognerebbe leggere e ne varrebbe la pena: Pericle, Noi ad Atene facciamo così!

Vincenzo Calafiore

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