Emilia Romagna

Reggio Emilia. Altri 1.500 studenti a lezione d’Europa con Provincia e Fondazione E35

Si è conclusa la terza edizione di “What Europe does for me”, il percorso formativo sull’Unione europea promosso dalla Provincia di Reggio Emilia, in collaborazione con la Fondazione E35. Tra febbraio e aprile sono stati ben 13 i webinar proposti alle scuole superiori del nostro territorio, che hanno visto la partecipazione di oltre 1.500 studenti, prevalentemente delle classi quinte. “Un’edizione inevitabilmente segnata dalla pandemia, che ha reso necessario ripensare completamente le modalità di svolgimento della formazione, per permettere agli studenti di partecipare da remoto, mantenendo al contempo un adeguato livello di interazione e confronto”, spiega la vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia, Ilenia Malavasi, ringraziando “dirigenti scolastici e insegnanti per l’entusiasmo con cui hanno condiviso con noi questo percorso di educazione civica che, tre anni fa, abbiamo deciso di proporre per aiutare i nostri giovani a diventare cittadini europei”.

Il percorso, organizzato in 3 moduli, ha previsto una prima parte introduttiva, con due momenti formativi dedicati alle origini storiche dell’UE, al suo funzionamento e al ruolo delle Istituzioni europee. Il terzo modulo è stato invece dedicato agli approfondimenti tematici, con 5 webinar che hanno trattato argomenti di attualità – tra cui il Recovery Fund, la Brexit e il Green Deal europeo – e sono stati arricchiti dalla presenza di esperti a cui gli studenti hanno potuto rivolgere le proprie domande.

“Nonostante le difficoltà legate ad un momento storico così particolare, abbiamo ritenuto fondamentale continuare a garantire agli studenti reggiani la possibilità di approfondire le proprie conoscenze riguardo l’Unione europea e, in particolare, le tante opportunità che questa può offrire loro”, commenta la presidente della Fondazione E35, Alessia Ciarrocchi, per la quale “la grande adesione che ha contraddistinto questa terza edizione di What EU does for me dimostra, ancora una volta, come quello della partecipazione giovanile sia un tema chiave per il futuro dell’Europa”.

Redazione

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