Nelle piazze del comune di Drapia dall’11 al 21 agosto burattini, cantastorie, fiabe e racconti. Ad ideare e realizzare la rassegna gli artisti Anna Maria Pugliese ed Antony Greco
VIBO VALENTIA – Un’idea originale di teatro di strada che coinvolge sia adulti che bambini in uno spazio sociale, culturale e politico, l’antica agorà. A idearlo e proporlo l’associazione culturale “Le Tarme”, grazie alla passione e intraprendenza di un’attrice speciale come Anna Maria Pugliese (di professione medico) e di Antony Greco (musicista e compositore nato e cresciuto in Francia) che da qualche anno si dedicano a diffondere questo tipo di teatro popolare che mette insieme vari generi. Si tratta di un ritorno alla tradizione “nobile” che vede protagonisti i burattini, i cantastorie, le tante fiabe e racconti frutto dell’incontro della cultura provenzale con quella siculo-calabrese, come è accaduto nella fiorente stagione che ha vissuto in particolare la Sicilia con Federico II. Sotto la direzione artistica di Anna Maria Pugliese e di Antony Greco, la prima edizione della rassegna “Teatro ‘nta chiazza”è stata possibile grazie al contributo dell’Amministrazione comunale e della Proloco di Drapia e con il patrocinio dell’Unpli provinciale. Martedì 11 agosto a Brattirò (Piazza Saladino) la prima uscita con lo spettacolo dei burattini tradizionali calabresi “Zampalesta, u cane tempesta” (di e con Angelo Gallo – Teatro della Maruca).
Oggi in serata, lunedì 17 agosto, sempre alle 21.30, il secondo spettacolo, che si svolgerà nel capoluogo, Drapia (Corso Umberto I), trasporterà i partecipanti nel mondo fiabesco dell’estremo oriente con le “Fiabe e ombre cinesi” e il suggestivo “Teatro delle nuvole. Storie dalla notte delle fiabe” (di e con Stefania Barillaro e Antonella Carchidi – Laboart). A concludere la rassegna “Les Clowntastories”, nella scenografia del Complesso monumentale di Caria (ore 21.30) che vedrà protagonisti gli artisti Anna Maria Pugliese e Antony Greco. Si tratta di uno “Spettacolo buffo e attuale sull’arte del cantastorie” che richiama la tradizione del “trobador”, il trovatore provenzale (cantante, attore, musicista e poeta), figura di artista che ha avuto un ruolo importante per la nascita della Scuola poetica siciliana, nella prima metà del XIII sec. attraverso l’ispirazione della lirica occitanica.
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