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Le mascherine di stoffa non vanno bene per salire su un volo di durata superiore alle quattro ore

I viaggiatori devono fare i conti con le restrizioni dovute al covid-19. Le mascherine di stoffa non vanno bene per salire su un volo di durata superiore alle quattro ore. Infatti i passeggeri (bambini compresi) devono indossare mascherine chirurgiche o dispositivi superiori (FFP2 o FFP3) da cambiare ogni quattro ore. La disposizione è contenuta a pagina 104 del Dpcm 7 agosto firmato dal premier Giuseppe Conte, nel paragrafo che regola le deroghe al distanziamento di un metro tra passeggeri sui voli.

Giovedì mattina, a Fiumicino, all’imbarco del volo per New York Alitalia l’ha applicata fermando al gate i passeggeri che indossavano le mascherine di comunità. Confusione e panico al momento dell’imbarco anche perché, una volta nell’area partenza, dove ci si può procurare una (anzi più) mascherine chirurgiche da poter indossare e cambiare durante il volo? “A terra non è rimasto nessuno, il nostro personale è riuscito a fornire di mascherina chi non ne aveva a disposizione o non è riuscito a procurarsela” specifica Alitalia. “Ma la compagnia non ne ha a sufficienza da fornire a tutti i passeggeri e più volte abbiamo sollecitato a predisporre negli aeroporti internazionali luoghi dove i passeggeri possano rifornirsi”.

Ad essere interessati milioni di passeggeri. La disposizione contenuta nel Dpcm recita. “I passeggeri sull’aeromobile devono indossare necessariamente una mascherina chirurgica che andrà sostituita ogni quattro ore in caso in cui sia ammessa la deroga al distanziamento interpersonale di un metro”. Dunque in tutti gli aerei forniti di filtro Hepa in cui i passeggeri vengono fatti sedere accanto c’è l’obbligo di indossare e cambiare ogni quattro ore mascherina chirurgica o dispositivi di sicurezza superiore. Alitalia fa notare di averlo scritto anche sul sito.

A Fiumicino e negli aeroporti maggiori intanto il ministero della Salute sta predisponendo quanto servirà per l’effettuazione dei tamponi rapidi a chi sbarca da Spagna, Grecia, Croazia e Malta. I medici dell’Usmaf, incaricati dei test, dovrebbero essere pronti in un paio di giorni. A Fiumicino i passeggeri verranno fatti accomodare in un’area riservata al terminal 3 dove nel giro di mezz’ora dovrebbero avere il responso sul tampone.

Redazione

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