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Trump vuole ritirare 9700 soldati attualmente stanziati in Germania

L’annuncio che gli USA intendono ritirare 9700 dei loro 35 mila soldati attualmente stanziati in Germania, è stato confermato oggi dall’ex ambasciatore americano a Berlino, Richard Grenell, un fedelissimo del tycoon. Grenell ha lasciato il suo incarico il mese scorso per tornare in America, dove guiderà la campagna per la rielezione di Trump. Al quotidiano Bild Zeitung, il diplomatico ha spiegato che Washington è “stanca” di pagare per la difesa degli altri Paesi. “È un tema caldo negli Stati Uniti – ha detto Grenell – e anche un punto politico che il presidente solleva da molto tempo. Noi vogliamo riportare a casa truppe da Siria, Afghanistan, Iraq, Corea del Sud, Giappone e anche dalla Germania”. Il segnale è destinato all’opinione pubblica americana, “un po’ stufa di pagare troppo per difendere altri Paesi”. Grenell ha tuttavia cercato di minimizzare l’impatto strategico del ritiro di parte del contingente USA dal suolo tedesco. “Dopotutto, ci saranno ancora 25 mila soldati americani in Germania e non mi sembrano un numero trascurabile”.

Né il Dipartimento di Stato, né il Pentagono, né la Casa Bianca hanno fin qui confermato la decisione e per questo si pensava ad un annuncio improvvisato di Trump. Ancora martedì, il ministro della Difesa tedesca, Annegret Kramp-Karrenbauer, ha dichiarato di non avere ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sul ritiro. Se questo andasse avanti, sarebbe in realtà un ulteriore e forte segnale del progressivo disimpegno americano dall’Europa. La presenza delle truppe americane in Germania è stata per 70 anni non solo il simbolo più significativo della solidarietà di Washington verso gli alleati europei, ma anche il deterrente più efficace contro ogni eventuale aggressione sovietica. Al culmine della Guerra Fredda, erano oltre 300 mila i soldati americani stanziati nella Repubblica Federale, su un totale di 500 mila nell’intera Europa. “Per noi e per la Nato – ha dichiarato Kramp-Karrenbauer – la presenza delle truppe americane in Germania è importante, ma credo sia importante anche per la sicurezza e gli interessi degli Stati Uniti”.

Karrenbauer fa riferimento anche alla funzione decisiva che le basi americane nella Repubblica Federale hanno per le missioni militari degli USA in Medio Oriente o in Africa. Anche per questo e per l’atteggiamento aggressivo della Russia di Putin, la riduzione di quasi un terzo degli attuali effettivi sul territorio tedesco non è vista con favore dal Pentagono e dalla comunità militare americana. Secondo fonti del Dipartimento di Stato è stato proprio Grenell a spingere per l’annuncio. “Sarebbe un errore colossale”, ha dichiarato il generale della riserva Ben Hodges, che fu capo della US Army in Europa. Anche il capo della Commissione Difesa del Senato, il repubblicano James Inhofe, ha definito l’eventuale ritiro “una pessima idea”. Ma la riduzione del contingente USA in Germania potrebbe anche avere un paradossale effetto positivo, nel senso di convincere Berlino e gli alleati europei che è giunta l’ora di lavorare sul serio ad un progetto di difesa comune e rivedere i fondamentali della Nato. Pur se non nei termini esasperati e minacciosi di Trump, il problema del disimpegno americano dall’Europa si porrà infatti nei prossimi anni anche in presenza di un’Amministrazione democratica. La Guerra Fredda che si annuncia tra USA e Cina rende inevitabile per i Paesi europei trovare insieme una risposta alle nuove realtà strategiche.

Redazione

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