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Rende. Processi smart e sostenibili per l’industria ceramica: approvato dal Ministero progetto di ricerca Unical

Una gestione innovativa e sostenibile per l’industria ceramica e mineraria. E’ l’obiettivo del progetto di ricerca ‘REDiRECT – REDuce REuse Ceramic Tiles’, approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico e finanziato, nell’ambito dell’area tecnologica “Fabbrica Intelligente”, con i fondi Impresa e Competitività del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo regionale). Il progetto, unico per la regione Calabria, vede la partecipazione di tre Dipartimenti Unical: Biologia, Ecologia e Scienze della Terra (DiBEST); Ingegneria meccanica, energetica e gestionale (DIMEG): Economia, Statistica e Finanza (DESF). L’attività è coordinata dal professor Mauro Francesco La Russa del DiBEST, professore associato di Georisorse minerarie e applicazioni minerarie e applicazioni mineralogico-petrografiche per l’ambiente e i Beni Culturali. Capofila del progetto è il Gruppo Ceramiche Gresmalt S.p.A., industria ceramica leader in Italia e nel mondo, che coinvolge anche le università di Modena e Reggio Emila e di Sassari e l’azienda EURIT, del gruppo Colorobbia.

Il progetto ha un duplice scopo: messa a punto di nuove tecnologie per l’utilizzo di scarti di lavorazione e georisorse minerarie da utilizzare nell’industria ceramica; sviluppo di modelli di gestione innovativi nella filiera dell’industria mineraria e ceramica, che tengano conto della sostenibilità in termini ambientali e di salvaguardia degli operatori del settore. Per raggiungere tale obiettivo sono in campo diversi gruppi di ricerca dell’ateneo, che mettono a disposizione competenze diverse. Il team del professor La Russa (DiBEST) è specializzato nello studio delle georisorse locali e nazionali, mentre i gruppi di ricerca guidati dalla professoressa Elvira Brunelli e dalla dottoressa Daniela Pellegrino (DiBEST) hanno maturato una solida esperienza nello studio dell’impatto delle attività minerarie sugli ecosistemi e sulla salute umana. Il professor Fabio Bruno e il suo gruppo (DIMEG) sono specializzati invece nella messa a punto di nuovi sistemi per la coltivazione delle cave mediante tecniche 3D e realtà aumentata, mentre il professor Filippo Domma e i suoi colleghi (DESF) collaborano con lo sviluppo di modelli statistici relativi allo sfruttamento di risorse geominerarie. I risultati avranno importanti ricadute sul territorio calabrese, quali la definizione di un database sulle caratteristiche del patrimonio mineralogico e petrografico, indispensabile per la valutazione delle proprietà e applicabilità delle risorse in diversi settori industriali in ottica di tutela ambientale, nonché la realizzazione di modelli di business innovativi basati sull’offerta integrata di prodotti e servizi e la valutazione dell’impatto occupazionale concernenti la riattivazione di siti industriali dismessi in Calabria.

Redazione

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