Luca Zaia è l’uomo del momento in Veneto e viene visto come un modello in Italia. Il Doge ha affrontato in maniera decisa ed efficace il coronavirus. “Oggi iniziamo un percorso di sorveglianza estrema – ha affermato il Governatore -, di grande preoccupazione per il rispetto delle regole, degli accorgimenti che sono stati suggeriti. Se ci fosse una recrudescenza dei ricoveri, nelle terapie intensive – ha precisato – dobbiamo tornare a misure restrittive”.
“Ufficialmente oggi finisce quel poco di lockdown che c’era. I cittadini escono di casa: le motivazioni sono tante, talmente variegate che chiunque può farlo. Il che, di fatto, vuol dire veramente liberi tutti” ha spiegato il presidente del Veneto. Luca Zaia evidenzia che “il lockdown era già mezzo finito il 10 aprile quando il governo ha deciso di aprire con il codice Ateco, le deroghe e le eventuali silenzi assensi. Oggi il lockdown è finito, restano alcune categorie e attività”.
I numeri danno ragione al Vento. Solo 58 i nuovi casi di persone positive al Covid-19 in Regione, per un totale di 18.373 soggetti infetti dall’inizio dell’epidemia, che scende a 7.234 se si considerano gli attualmente positivi. Il dato è stato illustrato durante la conferenza stampa per presentare il bollettino della Regione del Veneto. In terapia intensiva si è scesi sotto la soglia dei 100 pazienti (sono 99). Elementi che mostrano una curva in costante rallentamento. I pazienti nei semplici reparti Covid sono 957 (+8). Si contano però 5 nuovi decessi, per un dato complessivo di 1.528 vittime (tra ospedali e case di riposo).
“Oggi si sono riaperte molte attività: 1,2 milioni di veneti sono tornati al lavoro e lo dimostra l’aumento importante del traffico: oggi sull’autostrada Padova-Brescia rispetto a lunedì scorso la crescita è stata del 32%; sulle autostrade venete gestite dalla CaV il traffico è aumentato del 35%; mentre sui mezzi dell’Actv di Venezia la crescita è stata del 15%” ha riferito Zaia. “E’ necessaria una sorveglianza estrema, grande prudenza e rispetto delle regole, e prima di tutto dell’uso della mascherina perché se ci fosse una recrudescenza ed un aumento dei ricoveri e delle terapie intensive non possiamo che ricorrere a nuove sicure restrittive”. Il Doge si è detto ottimista perché dal 10 aprile il lockdown non c’è più e “in questi 24 giorni abbiamo registrato una continua discesa di ricoveri anche nelle terapie intensive vuol dire che la fine del lockdown non ha creato problemi”. “Da oggi con le nuove aperture dovremo aspettare 7/10 giorni per vedere se le curve avranno un incremento o meno, e se i dati tengono immagino si possano vere nuove riaperture a breve“.
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