Il completamento del Ponte di Genova (sostituisce il ponte Morandi crollato a metà agosto 2018 che ha provocato 46 vittime) alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del Ministro delle infrastrutture Paola De Micheli, ha significato la unificazione territoriale di una Città spaccata in due con il crollo del ponte Morandi. Poche parole dai rappresentanti del Governo e tutte indirizzate a quanti si sono prodigati per la realizzazione del nuovo ponte nello spazio di due anni: l’Architetto Renzo Piano che ha redatto gratuitamente il progetto, i tecnici, gli operai e l’intera città che ha saputo con grande pazienza adeguarsi ai tanti disagi provocati dal crollo del Morandi. Una breve cerimonia che, di sicuro, provocherà la reazione di qualche componente dell’opposizione.
Il movente perché si possa ascoltare qualche polemica deriverà sicuramente dalla presenza delle persone nel momento in cui il presidente Conte e la Ministra De Micheli hanno “inaugurato” il completamento dei lavori del Ponte. Si dirà: “Ma come, decine di persone ad ascoltare Conte e De Michele a poca distanza e poi si proibisce ai fedeli di presenziare a qualche messa, non consentire l’apertura dei parrucchieri e dei barbieri, lasciare inattivi bar e ristoranti”. COVID-19 ancora provoca contagi e vittime e sta distruggendo l’economia mondiale. I cittadini tutti con enorme responsabilità continuano ad attenersi alle disposizioni emanate dal Governo. La fase due che partirà dal 4 maggio come ha dichiarato il presidente Conte nell’apposita conferenza stampa (domenica 26) ha provocato le “reazioni” di molti esercenti che avrebbero voluto la riapertura delle loro attività già dall’inizio della fase due. La CEI avrebbe voluto aprire le chiese ai fedeli durante la messa. Nei confronti di queste categorie e della CEI non è mancato il sostegno da parte dell’opposizione tutta e da qualche rappresentante della Maggioranza. Si sta combattendo una guerra contro un nemico invisibile ed ancora non ci sono segnali della sua sconfitta. Bene le parole di Papa Francesco: “In questo tempo, nel quale s’incomincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena, preghiamo il Signore perché dia al suo Popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e dell’obbedienza alle disposizioni, perché la pandemia non torni”.
Una non messa val bene il non ritorno della pandemia. Il Signore si può onorare in ogni luogo. Il ritardo di quindi giorni per la riapertura dei parrucchieri, barbieri, bar, aumenta si il danno economico di queste attività, ma crea di sicuro l’avvio alla normale attività di tutti i cittadini. Al Governo, invece, spetta il sostegno economico ed in breve tempo alle aziende e lavoratori in pessime condizioni economiche.
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